“Spia chi vuoi”. Ma NON basta un SMS!

Su "Repubblica" on line è apparsa la segnalazione di una pubblicità televisiva che per 5 euro alla settimana propone di controllare un qualsiasi numero di telefonia mobile.
"Spia chi vuoi, basta un SMS", recita lo slogan riportato da "Repubblica".

Il Presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali Francesco Pizzetti ha dichiarato: "Se nello spot che sta provocando tante polemiche sui blog si promette davvero di svelare i messaggi di qualcun altro, siamo davanti ad una pubblicità ingannevole. Già in passato abbiamo condotto indagini su programmi simili, arrivando alla conclusione che non è possibile ottenere i risultati promessi".

Sono iniziative pubblicitarie che nascono dallo sfruttamento del bisogno di controllo del prossimo che ciascuno di noi ha, anzi, ancora di più, dalla frustrazione più totale di non poter controllare nessuno, perché, si veda il caso, è illegale farlo se non è la magistratura a disporlo.

Accedere alle chiamate voce, al testo degli SMS, al contenuto degli MMS, all’elenco delle telefonate effettuate e ricevute è, semplicemente, un illecito. Punto.

Non ha a che vedere solo con la privacy, nominata a sproposito. Ha a che fare con le libertà personali, come il diritto alla corrispondenza e alla sua inviolabilità.
Questo ci dà un grande fastidio intimo, per dirla al femminile, perché spiare gli altri ci fa sentire tutti un po’ hacker, ci dà un grande senso di onnipotenza e ci fa pensare di essere al di sopra di tutto e di tutti, un po’ come Berlusconi, via…

Ovviamente la rete si è svegliata e ha dato vita a un’ondata di indignazione che, però, non sembra trovare riscontro nelle prime ricerche che ho fatto su Google.
Caso strano, tutti i blog riportano pedissequamente l’articolo di "Repubblica" anche se originariamente riporta la dicitura "Riproduzione vietata" e anche questa è un’altra storia.

Ma nessuno, dico nessuno (men che meno "Repubblica") che riferisca:

a) come si chiama l’azienda che offre questi servizi e a chi fa capo;
b) su quali reti questa pubblicità va in onda ("Repubblica" si limita a riferire la frase "sui grandi network nazionali", anche se è abbastanza facile intuire quali e perfino intuire il motivo per cui non sono stati citati espressamente), perché continuerebbe ad andare in onda.

Il punto a) perché io voglio sapere con chi ho a che fare quando stipulo un contratto di fornitura di un servizio. E, quindi, a chi chiedere i danni se questo servizio non mi viene dato, o chi segnalare se il servizio mi sembra illegale. Se "Repubblica" lo avesse fatto quest’azienda avrebbe chiuso i battenti domattina. Ma non c’è bisogno di scrivere che "L’azienda Tale opera una truffa" oppure che "Il titolare della ditta Talaltra è un manigoldo", no, si tratta di informare la gente su chi fa che cosa.

Il punto b) perché io voglio sapere chi accetta questi spot, e se ne verifica i contenuti, con quali criteri decide di metterli in onda e in quali fasce orarie, perché poi i ragazzi minorenni cliccano qui, cliccano là, o mandano un SMS a qualche numero particolare, e i genitori (a cui è intestata la scheda) si ritrovano a dover pagare il corrispettivo dovuto, solo perché "era uno scherzo…" o perché volevano vedere a chi telefona la fidanzatina o il ragazzino di turno.
Oppure le casalinghe di Voghera che guardano la soap-opera, sospettano che il marito le tradisca e decidono di trasformarsi in James Bond, così lo fregano, il bastardo.
E poi, magari, quando vanno al supermercato fanno la tessera punti e firmano quintali di liberatorie perché "sa, è per la privacy…"


L’immagine è tratta da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Mobile_phone_keyboard.svg ed è opera di un certo "MesserWoland". Viene rilasciata con ben TRE licenze diverse, tanto per aiutarci a capire meglio cosa ci si può e cosa non ci si può fare. E’ Wikipedia, bellezze… Una delle tre licenze, comunque, è questa: "È permesso copiare, distribuire e/o modificare questo documento in base ai termini della GNU Free Documentation License, Versione 1.2 o successive pubblicata dalla Free Software Foundation; senza alcuna sezione non modificabile, senza testo di copertina e senza testo di quarta di copertina. Una copia della licenza è inclusa nella sezione intitolata Testo della GNU Free Documentation License. "
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Comments

  • Single a trent'anni  On 10 agosto 2011 at 13:14

    Gli SMS sono equiparati alla corrispondenza la cui inviolabilità è garantita dalle istituzioni?

    Sai ganzo se cosi’ fosse quante cause? “Basta, mi separo, c’hai l’amante, te l’ho letto nel telefono!” – “ah si?”

  • Valerio Di Stefano  On 10 agosto 2011 at 13:51

    Costituzione: art. 15: “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.”

    Legge 547/93, art. 5: “1. Nell’art. 616 del codice penale, il quarto comma è sostituito dal seguente:
    “Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per “corrispondenza” si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza”.

    E sì, le cause di separazione perché un coniuge ha guardato indebitamente nel telefonino dell’altro/a sono tantissime, ovviamente non sono cause civili ma penali, e con tanto di risarcimento del danno.

    L’hai pestata bella grossa anche stavolta, eh??

  • Single a trent'anni  On 10 agosto 2011 at 14:31

    Parlando di “pestarla bella grossa”, se le cause di separazione fossero penali non avremmo abbastanza spazio nei casellarii giudiziari.

  • Valerio Di Stefano  On 10 agosto 2011 at 15:13

    MA ALLORA OGGI MI VUOI DISTRUGGERE!!!!

    Le separazioni non vanno certo sui casellarii giudiziarii (plurale!).
    Ma se a seguito di una separazione c’è una condanna a carico di uno dei due coniugi perché spiava il cellulare dell’altro QUELLA condanna va sui casellarii (o anche no, dipende da varie circostanze). Ovviamente ci va per violazione della corrispondenza, non per “separazione” o “incapacità congenita a sopportare il coniuge”.
    Della serie: “Sì, è vero, ciò l’amante ed è anche una discreta POTTA® ma siccome te m’hai guardato il telefonino intanto ti querelo, così come minimo ti rovino e mi ripaghi anche i danni…”

    Te invece insisti a ripestalla, eh??

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