Sandro Bondi non e’ piu’ Ministro della Cultura. Gli succede Giancarlo Galan

Non so se ve ne siete accorti, ma questo brav’uomo dall’endecasillabo libero, dalla rima facile e dall’estro poetico arguto e raffinato non e’ piu’ Ministro della Cultura.

Dopo essere stato oggetto di mozioni di sfiducia ad personam (stavolta si’), bufere di polemiche indubbiamente ingiuste e strumentali (cosa volete, purtroppo la sinistra tende sempre a far polemica e a non dare credito all’opera di governo di persone serie e affidabili, per tacer del fatto che il Comunismo, ahinoi, e’ ben lungi dall’esser sconfitto -e Lui che e’ stato lungimirante se n’e’ accorto in tempo, e’ passato dalla parte dei Giusti e dei servitori della Patria-), Bondi non e’ piu’ al servizio di quella Pompei casualmente crollata sotto il peso dell’incuria resa irreversibile da decenni di totale stasi da parte dei governi precedenti che hanno lasciato all’attuale una eredita’ troppo difficile da gestire umanamente parlando.

Pur non avendo nessuna colpa, Sandro Bondi e’ stato sostituito al Ministero della Cultura da Giancarlo Galan, gia’ Ministro delle Politiche Agricole e Forestali dove si e’ distinto per le sue posizioni di apertura agli organismi geneticamente modificati.

Il suo limpidissimo contributo alla cultura italiana, del resto, e’ ampiamente attestato e consolidato essendo Galan coautore di un volume intitolato “Il Nordest sono io” (Marsilio, 2008).
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