Radio Due RAI cancella dal palinsesto “Sumo” (Giovanna Zucconi” e “L’altro lato” (Federico Taddia)

Sta succedendo qualcosa di strano su Radio Due, anzi, di antico.

Domenica scorsa sono terminate definitivamente (nel senso che non le ascolteremo più, non nel senso che torneranno dopo la tradizionale pausa natalizia) due trasmissioni-Cenerentola della seconda rete della Radio di Stato.

Si tratta di Sumo, condotta da Giovanna Zucconi, e di L’altro lato, con Federico Taddia.

Erano trasmissioncine innocenti, che non facevano male a nessuno e che stimolavano l’esercizio del pensiero, o, semplicemente (peccato assai più grosso) quello del riso, del divertimento intelligente fatto di leggerezza, leggiadria, voglia di non prendersi mai sul serio. Programmini relegati a determinati orari del sabato e della domenica, in cui si poteva parlare un po’ di cultura senza fare i tronfioni alla maniera di Radio Tre (che è bella, ascoltatela!), e conoscere i lati più curiosi della gente (l’altro lato, appunto) attraverso uno sguardo ironico, bambinesco, mai beffardo o cattivo.

E’ logico che le hanno tolte di mezzo. Restano su Radio Due, incontrastati, Greg e Lillo con “610” (“Sei Uno Zero!” con naturale polisemia di significati) che, però, non mi fanno ridere, anzi, mi sembrano piuttosto demenziali e non capisco proprio come faccia la gente ad ascoltarli.

Sono delle prove tecniche di regime, è logico che alla gente non toglieranno mai trasmissioni come Il ruggito del coniglio o Caterpillar, ma non dimentichiamoci che quelli di Radio Due hanno già ridotto Fabio e Fiamma all’ombra di loro stessi, trasformando due bravissimi attori e caratteristi (ma ve la ricordate La trave nell’occhio?) in due consulenti sentimentali e sessuali perché così vuole la pruderie del pubblico mattutino.

La critica è valida solo se rende. E’ gente a cui non importa nulla di essere presa per il culo, l’essenziale è che uno faccia audience, sembra di sentire una penosa pubblicità della Wind con Aldo Giovanni e Giacomo di qualche mese fa, in cui la gente prendeva a insulti uno dei tre e quello rispondeva “Ma più mi insultano più mi ricaricano!”, e bravo pirla.

Così, d’ora in poi, quello che fino a ieri era buona radio, adesso è dimenticatoio, polvere, muffa, archivio, tritatutto mediatico, limbo.


Ascoltiamo ancora un frammento del programma della Zucconi.

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