
Tommaso Ginoble è l'assessore ai trasporti della Regione Abruzzo.
In quanto tale dovrebbe occuparsi dei ritardi e della soppressione pressoché giornaliera dei treni, del traffico che condiziona le arterie principali, della cittadina di cui è originario, Roseto degli Abruzzi, che continua ad essere attraversata da camion e quant'altro, senza un piano di viabilità che distingua tra traffico pesante e traffico leggero.
Invece è finito nel mirino della magistratura e risulta indagato assieme a Ottaviano Del Turco, presidente dell'Assemblea Regionale, e agli assessori Bernardo Mazzocca, Giovanni D’Amico, Fernando Fabiani, Franco Caramanico e Mimmo Srour, nonché al segretario generale alla Presidenza della Regione Lamberto Quarta.
Tutto per una delibera, la n. 58 del 2008, in cui si stabilisce una transazione di 14 milioni di Euro a favore della Deutsche Bank che li incassa per un credito vantato dal gruppo sanitario Villa Pini di Chieti che fa capo all’imprenditore Vincenzo Angelini.
Il problema è che non tutta questa cifra sarebbe dovuta.
Dopo neanche una settimana dall'avviso di garanzia, Tommaso Ginoble è stato candidato a sorpresa, bruciando gli altri aspiranti alla carica, nelle file del Partito Democratico.
Dove c'è ancora chi parla di pulizia e trasparenza.