
Come tutte le brave scuole d'Italia, anche la mia ha seguito le indicazioni ministeriali.
Ieri, alle porte di tutte le aule, erano affissi i volantini predisposti dal Ministero della Salute e scaricabili da chiunque sul sito www.istruzione.it all'indirizzo:
http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/allegati/pentalogohi_res.pdf
E' un pentalogo, cinque regole che dovrebbero aiutare la comunità scolastica a prevenire il contagio da influenza maiala.
Sono regole di normalissima igiene quotidiana, come lavarsi spesso le mani, non mettere alla bocca oggetti di uso comune, non toccarsi il naso e la bocac con le mani non lavate, buttare via il fazzoletto di carta (già, ma quelli di stoffa non si usano più??) dopo che è stato usato per soffiarsi il naso. Sono cose che mi diceva mia nonna.

La quinda regola ha dell'inquietante. Dice: "Fai attenzione, il virus è campione di salto in lungo". Poi si legge testualmente "Non stare vicino a chi ha i sintomi" e nel disegno si vede un ragazzino con la maglietta azzurrina che tossisce, starnutisce e sputa robaccia, mentre un altro ragazzo, con la maglietta verde si allontana da lui mettendo una mano avanti.
Siamo al limite del "Dàgli all'untore", chi mostra sintomi influenzali viene trattato come un appestato (non lo è, sta solo male) o comunque come una persona pericolosa per la salute degli altri. Quindi, qualcuno da cui stare lontano. E che dovrebbe essere messo in quarantena al più presto.
E' solo l'inizio della psicosi collettiva.
Che non tiene presente il fatto che ogni persona che opera e che vive in una scuola secondaria di secondo grado (sì, le superiori, via...) dovrebbe avere a disposizione 1,96 metri quadrati di spazio, che, per effetto dell riforma Gelmini che concentra sempre più alunni nelle classi, si riduce in modo vertiginoso.
La vera epidemia della scuola è l'ignoranza.