"Non possiamo ignorare che lo stipendio medio di un professore di scuola secondaria superiore dopo 15 anni di insegnamento è pari a 27.500 euro lordi annui, tredicesima inclusa. Fosse in Germania ne guadagnerebbe 20 mila in più, in Finlandia 16 mila in più. La media Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) è superiore ai 40 mila euro l'anno"
Il problema non è che la Gelmini ha la faccia della prima della classe, di quella che alza sempre la mano per dire "io la so!" (anche se probabilmente è vero).
Il problema non è che la Gelmini sia diventata ministro dell'istruzione (anche se probabilmente è vero).
Il problema non è che nel suo discorso programmatico alla Camera abbia fatto cenno alle larghe convergenze sull'emergenza scuola rievocando così l'inciucio tra maggioranza e opposizione (anche se probabilmente è vero).
Il problema è che dice delle cose che non esistono.
Come tutto il suo Governo.
Per portare lo stipendio degli insegnanti alle medie europee bisognerebbe che lo Stato facesse una rivoluzione copernicana sulla visione della scuola, vederla come investimento e non come costo, e figuriamoci se la più brava della classe di Forza Italia si pone il problema.
Non esiste una sola proposta di legge che vada in questo senso, anzi, l'unica che ci pensa è la Aprea (che fa il vero ministro dell'Istruzione e che dal parlamento tira i fili del cadavere della riforma Moratti per farcelo sembrare ancora vivo), occorreranno anni prima che le buone intenzioni della Gelmini vadano a regime, ammesso che esistano possibilità di riuscirci.
E continua a raccontarci le storielline della Germania e della Finlandia che sono migliori di noi.
Ma per quello bastava guardarsi un po' intorno, non c'era bisogno della Gelmini.