"È pazzesco, pazzesco..."
"Un'altra volta? Ancora con quelle intercettazioni vecchie di anni, e totalmente prive di risvolti penali?"
"Ragazzi, qui siamo fuori dello stato di diritto. Noi "complici"? E di quale reato? Quelle fantomatiche "notizie riservate" di cui parlavo con Consorte stavano su tutti i giornali... E poi, parliamoci chiaro: ma perché questa vecchia immondizia rispunta fuori proprio oggi?"
"Dico la verità: sono abbastanza scosso. Voglio leggere bene quello che dice il Gip. Ma se è quello che mi hanno riferito, mi sento assolutamente tranquillo. Quella è solo cattiva letteratura. E le argomentazioni mi sembrano molto, molto fragili, anche dal punto di vista giuridico. Però..."
"Non si può crocifiggere in questo modo un cittadino, formulando un giudizio che pare già una sentenza. Così salta per aria il sistema democratico..."
(da un articolo di Repubblica)
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D'Alema sta delirando, evidentemente.
Parla di "cattiva letteratura" senza sapere che sta parlando di ordinanze della magistratura e non dell'ultimo libro di Federico Moccia.
Dice di essere "abbastanza scosso" (che è un modo buonista per dire che se la sta facendo sotto di brutto) e questo è umanamente comprensibile. Parla di "un giudizio che pare già una sentenza" e sembra di sentir parlare Previti.
Ma dove raggiunge l'apoteosi del pensiero delirante è quando si lamenta che "la vecchia immondizia" (che lui ha contribuito a produrre, evidentemente) "rispunta fuori proprio oggi".
E' il concetto di quella "giustizia a orologeria" tanto caro ai Craxi e ai Berlusconi. Cioè ai colpevoli. O ai prescritti.
Ci manca solo che D'Alema adesso dica che i giudici sono tutti comunisti.