Quest'omino qui oggi ha firmato un decreto che reintroduce gli esami a settembre.
Non è esattamente così, in effetti.
Un po' perché il debito formativo non è stato prudenzialmente eliminato (vogliamo tenerci un po' di sana riforma Berlinguer-Moratti almeno per ricordo dei bei tempi che furono? Eh, su via...), un po' perché è semplicemente un rimandare una decisione che spetta al consiglio di classe, ovvero quella di bocciare o promuovere.
Diritto di vita o di morte, pollice verso o pollice recto, l'alfa e l'omega.
Non si decide più a giugno, i dead students walking saranno congelati come pezzi di merluzzo da vendere alla Findus, attenderanno l'esito del proprio destino nel braccio della morte dell'estate afosa e appiccicaticcia, e se ne riparla a settembre.
Giusto o sbagliato che sia, il ministro Fioroni ha dato l'ennesimo colpo di intonaco a una scuola che cade a pezzi e a cui sembra voler dare la dignità composta e dimessa che non si nega a nessun cadavere, anche se passato da tempo a miglior vita.
Il contratto già rinnovato da tempo è in alto mare, e in finanziaria le coperture necessarie sono state sì indicate nel famigerato articolo 95, ma i soldi ancora non ci sono.
Lo sanno tutti. Lo sanno anche i sindacati confederali che si sono precipitati a firmare le proposte del "governo amico" e che oggi nicchiano sul fatto che per il 2006 niente arretrati, solo un'indennità di vacanza contrattuale (130 euro per un anno intero e ci stai largo).
Lo sa anche Fioroni, che si è subito affrettato a dire che stanzierà 30 milioni di euro per far fronte ai corsi di recupero necessari per gli alunni un po' somarelli e che nessun insegnante in vacanza vorrà o sarà costretto a fare. Di aumentare l'obbligo di insegnamento e, conseguentemente, aumentare gli stipendi, non se ne parla.
Per questo, ha detto, la scuola si può anche rivolgere a enti o soggetti privati.
Ed ecco l'inghippo: i soldi alle private, i diplomifici fatti uscire dalla porta, con tanto di finanziamento di cortesia, e fatti rientrare dalla finestra.
E la finanziaria prevede che siano tagliati almeno 1600 posti di lavoro nell'insegnamento della scuola pubblica.
Con gli alunni ci rivedremo a settembre. Il ministro Fioroni, però, lo bocciamo subito.