
Per me Dino Risi era soprattutto "Il sorpasso".
Con Vittorio Gassman che scimmiottava Arnoldo Foà nella lettura del Romance della sposa infedele di García Lorca ("e io che me la portai al fiume pensando fosse ragazza e invece...") e tutto il resto.
A Castiglioncello, che ho frequentato in lungo e in largo in gioventù, da Punta Righini agli spaghetti alle vongole rossi mangiati dal Salvadori, "Il sorpasso" è molto più di un film girato in loco.
E' l'occasione per ritrovarsi ogni anno in piazzetta, su una seggiolina di legno a rivedere come eravamo (i castiglioncellesi, si sa, sono molto legati al loro passato, quasi come succede agli austriaci con la loro grandeur del Fin-de-Siècle).
Dino Risi spesso era lì, passava, faceva un cenno di saluto e se ne andava.
Gli ospiti, quando erano ancora vivi, erano quelli di sempre: Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Paolo Panelli con la Bice (e, successivamente, sempre più vecchio e solo), i Cecchi D'Amico e via citando.
E ogni anno, chissà perché, c'è sempre qualcuno che tira fuori una fotografia mai vista, un filmino in super8 che ritrae Trintignant e Gassman nelle pause di lavorazione mentre fanno i bischeri sulla spiaggia.
Dino Risi, lui, se ne stava sempre un po' defilato. Probabilmente si godeva la vita come ha sempre fatto.