
Renato Brunetta è il nuovo Ministro per la Funzione Pubblica.
Oggi, siccome quattro mariuoli timbravano il cartellino alla Corte di Cassazione e poi non facevano un tubo, ha pensato bene di togliere dal cilindro la licenziabilità per i pubblici dipendenti che non fanno un tubo.
Il punto è che si tratta di un procedimento già possibile, e le leggi in Italia ci sono, basterebbe solo applicarle.
Il problema è che, poi, i provvedimenti dovrebbero essere estesi anche ai nostri parlamentari assenteisti. O, come minimo, a quelli che timbrano il cartellino e poi vanno alla buvette, e quello sarebbe già più imbarazzante.
Dopo essersi pettinato col lardo (cfr. foto) Brunetta ha dato subito bella mostra di sé:
«è un miracolo che la Pubblica amministrazione ancora stia in piedi non avendo strumenti come gli incentivi, disincentivi, premi e punizioni. Un'azienda privata in queste condizioni avrebbe già chiuso»
Naturalmente anche lui pensa, come tutti i suoi compari, e il nanerottolo che sta in cima alla piramide, che la pubblica amministrazione abbia le stesse regole di una azienda privata. E poi chi l'ha detto che un'azienda privata debba per forza chiudere con tutti i fannulloni e i raccomandati che ci sono? La Fininvest mica sta chiudendo...
Brunetta, comunque, odia la carta. Uh, come la odia.
Vuole tutto on line. Tutto. Dice che entro un anno e mezzo la pubblica amministrazione dev'essere libera dalla carta ed essere liberamente consultabile in rete.
A cominciare dalle pagelle.
Non si sa come farà a certificare la presa visione del documento da parte dei genitori e le eventuali sacrosante mazzate per chi non studia, ma vuole tutto on line, senza neanche dirci chi è che gestirà i server con tutta la mole di dati che includeranno nomi e cognomi di alunni minorenni, voti, anche negativi, eventuali giudizi sintetici motivati, sette in condotta e nulla osta vari.
Un bel database dell'ignoranza e dell'eccellenza, che permette di avere un quadro completo di tutta la popolazione scolastica. Perché di una cosa è certo il Brunetta: "chi ha una rete possiede un tesoro". E ha capito molto bene che il tesoro più grande sono i dati dei cittadini.