Pollo al curry con ananas e riso basmati

N’aveo gàna invero assai di deliziarvi con altre alchimie culinarie e leccornie assortite, giacché in diversi m’han scritto che il pollo al sale gli è piaciuto dimolto, e allor già che di pollo si nasce, di pollo si "morisce" come diceva la mi’ bisnonna Armida.
Ordunque eccomi a propinarvi un nuovo piatto a base di pollo che farà la gioja de’ lettori tutti che appetiscono le esotiche cazzat… vivande, sicché niunio abbia a lamentarsi e che tutti trovino, in detto ricettàme, soddisfazion del palato, convivialità condivisa, rutti assortiti, padelle sùdice e prosecchini di qualsivoglia fatta (un prosecco, lo si ricordi, fa sempre bene).
Oggi, dunche, cari lettori svaNpiti, faremo il pollo al curry con riso basmati a ananàsso, accostamento audace ma che, vedrete, farà assai bene al vostro gusto imbastardito dagli amburgh… dagli hambhk… dai burgherini… dalle bistecchine alla svizzera inserita ne’ pan di sèsamo e condita colle salse più dense, caloriche e nutrizionalmente inutili.

Si pigli del filetto di pollo, se non lo si ha va bene anche il petto intiero, purché s’abbia cura di tagliarlo dapprima in strisce assai grossolane (non ditemi che vi piace tagliato sottile perché n’avrete vendetta, sì, tremenda e verdiana vendetta!) che poi ridurrete, a loro volta, in tocchettini di carne piuttosto corposi, ma piccoli abbastanza ch’entrino, assieme al resto, in un sol boccone.
Ciò fatto avrete cura di pigliare un Wok (non avere il Wok?? HHHHHhhhhsssSSSSSS! ciò mi duole, dovreste averne uno, chè la cottura a Wok non solo è tra le più sane, ma anche tra le più saporose) e ungerlo leggermente ma su tutte le parti.
Fate ben scaldare, in modo ch’abbia a sfrigolare bel bello e allegro.
Dipoiché, infilàteci detto pollo così com’è e avvolgetelo in una generosa ma non esagerata dose di salsa di soja, acciocchè ne tragga sapore ma non v’affoghi, chè se no il piatto vien salato e farete una figura cacina colla Vedova Cioli, vostra ospite.
Se non avete il Wok, potete usare una pentola antiaderente, o volgarmente un Tegame, meglio se di Vostra Madre.

A parte fate bollire l’acqua per il riso Basmati e salatela normalmente, anzi, metteteci un gocciolino in più di sale chè è d’uopo e vedrete che vi tornerà utile in fine. Quando bolle (campa cavallo! avete voglia voi a far bollire l’acqua nel pentolone) vi verserete il riso che ha da essere a grana lunga e sottile, ovver Basmati, ora state attenti, nel cucinarlo, a lessarlo bene al dente, giacchè se lo farete passar di cottura, s’ingrossa, s’incolla, insomma, vi viene un bel troiaio, ve lo dico io.
E una volta còtto il riso, levàtelo di repente, scolandolo bene e passandolo sotto un doccione assai forzuto d’acqua diaccia, acciocché si fermi la cottura del tutto e i chicchi restin ben staccati. Ponete il riso da una parte che vi verrà bòno per il dipòi.

Ora pigliate un ananàsso, diciamo un due rondelle belle doppie per quattro persone. L’ananàsso ha da essere possibilmente maturo e dolce, chè quelli asprigni e legnosi non servono a una beatissima, insomma, giallo e sugoso, acciocché il dolce dell’ananàsso contrasti vieppiù coll’asprigno del retrogusto e il piccante del curry.

La carne sarà ben rosolata e còtta a puntino, dovrà formare, senza bruciarsi, quella patinetta croccantina che rende il pollo un vero principe della tavola, bisogna dirlo, essendo bestia assai facile a prepararsi in quattro e quattr’otto, ed essendo abbastanza brutto e ripugnevole da non fa sentire in colpa chiunque lo ammazzi, come accade co’ conìglioli.

Versate nel Wok (o nel suddetto Tegame di Vostra Madre, a Vostro piacimento) contenente la carne fumante e assai lente di condimento (in caso rimetteteci un po’ di salsa di soja!) il riso e giratelo col mestolo (di legno, duri!!) o cor una coppia di bastoncini cinesi, ora versateci una generosa dose di curry, e, mi raccomando, non abbiate tema d’abbondare, chè adbondantis adbondandum, diceva Totò, il sapor piccante e il color giallo vi faran vieppiù venir l’acquolina in bocca, altro che aperitivo.
Se è d’uopo coprite il Wok o il Tegame di Vostra Madre cor un coperchio adeguato a trattenerne i vapori, ma poco, chè il piatto alla fine ha da risultar asciutto.
Finite con l’ananasso tagliato a cubetti o dadini o come cavolo vi piace a voi, cosa volete che me ne freghi, e rigirate di nuovo, acciocché l’ananàsso prenda calore.

Egli è, invero, assai bizzarro il sentir dell’ananàsso caldo, ma in Brasile lo fan sulla brace (o bràgia, o brasa come dicono in portoghese) saremo mica i più fregnoni, noi?

Così, portate in tavola il piatto e vedrete che ci farete bella figura fin a rammentarmi nelle Vostre ferventi ma pur sempre inutili preghiere.
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  • paola  On 2 maggio 2012 at 10:10

    sei bravo, mi è piaciuto molto lo stile con cui racconti le tue ricette ;-))

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