Picche & Ripicche

Come sempre hanno tutti (e mi dispiace che ci sia anche Beppe Grillo in mezzo, ma ho votato il suo movimento, non l’hosposato!) un linguaggio prepotente e sfidante.

Quand’ero piccino, i compagnucci di classe più gradassetti usavano sfidarsi a “manate” provocandosi con il dito a pochissimi millimetri di distanza dal volto dell’avversario. Dicevano: “Ti tocco?… Ti tocco?? No, e allora??? Cosa vòi??”. Naturalmente l’altro non voleva nulla, era solo un modo per fiaccarne la pazienza psicologica (che che ne voleva, e tanta).

Ecco, Renzi fa così. Dice che ci mette la faccia. Ma cosa diàmine vuol dire “metterci la faccia”? Vuol dire “Quindi i parlamentari devono votare l’Italicum e l’abolizione del Senato”. Oddio, bisogna essere esperti di crittografia per leggere nella prima frase il significato della seconda. O, più semplicemente, sapere cosa passa per la mente di Renzi.

Perché la faccia ce la mettiamo tutta. Ce la mettono anche Rodotà e Zagrebelsky che ad abolire il Senato non ci pensano minimamente. Ce la metto io che scrivo un blog e dico quello che penso, ce la mette l’operaio che va a lavorare tutte le mattine, se gli tocca di lavorare.

E poi c’è quell’“altrimenti me ne vado” che ora basta, non se ne può più. Col pallone ci si gioca finché lo dice lui, e, come dice la mia amica Federica Barghini, se gli girano lo prende e se lo porta anche a casa, poi di chi è è.

Ormai non è più nemmeno una questione politica, è una questione di ripicca.

Il Senato si abolisce perché si deve, perché ormai è puntiglio, piglioleria, arcigna voglia di accanirsi coi puntini “sugli i” (come diceva un mio compagno di scuola che, poveraccio, è morto).
Il lavoro dei Padri Costituenti era stato meraviglioso, preciso fino al millimetro. Ma, soprattutto l’idea del bicameralismo perfetto era e continua ad essere rivoluzionaria. Ci sono due camere, elette con criteri di maggioranza e di redistribuzione dei seggi diversi. Perché mai sarà così? Per impedire a una Camera dei Deputati con un premio di maggioranza stratosferico di approvare a tavoletta le leggi che vuole, per dire che una legge è VERAMENTE espressione della volontà di chi la approva.
E ora tutto questo DEVE per forza essere smantellato. Perché se no si va a casa tutti.

Quella di Renzi è la classica logica del palazzinaro applicata alla politica. Quando vede uno spazio verde non pensa che ci possano andare a giocare i bambini. Quando vede una costruzione dell’ottocento non pensa che possa avere un valore storico. Quando vede la campagna non pensa che il contadino ci pianta i pomodori e gli olivi, no, lui spiana tutto e ci costruisce un affare di puro cemento armato con balconcini per i gerani (o per i suddetti pomodori) e aiuoletta verde per i vecchini che vanno a fare la giratina, tanto basta che non rompano i coglioni; quanto ai bimbi a pallone possono giocare nello spazio antistante in pura mattonella vergine e vada pure in culo il valore storico, tanto la storia non la studia più nessuno, sai cosa gliene frega alla gente?

Sicché, via il Senato dalla carta geografica costituzionale, chè, tanto, visto che ne hanno fatto decadere uno, val la pena di farli decadere tutti. Fila!

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