Parlando del naufragio della Norman Atlantic

Diceva sempre la mi’ nonna Angiolina che “le gente ènno cattive e ‘nfame!”

Io, invece, un po’ come Anna Frank, da bambino pensavo che la gente non fosse poi così cattiva, in fondo. Poi sono cresciuto e mi sono liberato ben presto della presenza ingombrante di Anna Frank e del suo giudizio sul mondo degli umani. Perc hé la gente è cattiva davvero, solo che lo scopri sempre dopo.

Diciamo che a volte la gente fa cose di cui non si capisce l’intima essenza. Scopo, utilità, quid, nòcciolo.

Come Lorsignori di “Repubblica”, che alle 12:57 di oggi hanno lanciato un tweet con su scritto: “Siete a bordo della Norman Atlantic? Avete informazioni?? Scrivete a…”.
Ora, ce lo vedete voi uno a bordo della Norman Atlantic che proprio mentre la nave sta andando a fuoco e mentre rischia di rimetterci le penne si collega col suo telefonino al suo provider e-mail per raccontare di come gli si stanno squagliano le suole delle scarpe sul pavimento incandescente dell’imbarcazione?

Siamo arrivati a un personificazione (per carità, maldestra e squalliduccia) di quello che nel cinema è il racconto dello scoop per eccellenza, quello della fine del mondo, della propria vita o, comunque, della fine di qualcosa. Come, che so, “La guerra dei mondi”, per esempio, in cui uno dei conduttori radiofonici coinvolti finiva per raccontare in diretta la propria morte.

Se la tua vita non vale un tweet, forse non è neanche vita.

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