Necropedia

Ieri è morto Mino Retano.

E va beh, muore tanta gente, e la gente muore tutti i giorni.

Uno ci pensa non tanto per il valore artistico di Reitano (che non mi è mai piaciuto gran che, a parte quel capolavoro che fu "Una ragione di più" della Vanoni), ma per il fatto che sono quei nomi che uno ha sempre sentito nominare e cantare fin da piccolo, figlio com’ero di una cultura nazional-popolare che aveva un cuore che t’amava tanto, e che si faceva cento illusoni con una chitarra.

Wikipedia, dunque, doveva per forza aver dedicato a Mino Reitano una voce aggiornata con i dati della sua morte. C’è scritto:

"Nel 2007 gli viene diagnosticato un cancro all’intestino: egli affronta serenamente la malattia anche grazie al conforto della fede cattolica. Per tale motivo subirà anche due interventi chirurgici, l’ultimo nel novembre 2008."


C’è da chiedersi prima di tutto come un fatto così personale e intimo come la fede possa assurgere a dato biografico e artistico. Non è Oscar Wilde che, convertitosi in articulo mortis, ci dà la possibilità di rileggere la sua opera sotto una nuova prospettiva, no, Mino Reitano era un cattolico ed erano e continuano a rimanere personalissime posizioni personali.
A dir poco imbarazzante il passaggio per cui sembra quasi che per il conforto della fede cattolica, Reitano abbia subìto due interventi chirurgici.

Ecco, Wikipedia ha il gusto del pianto, delle emozioni che si smuovono e commuovono, ho pensato che chi ha aggiornato la voce doveva essere un ammiratore sfegatato del ragazzo di Calabria e che quindi non fosse poi troppo oggettivo (non lo sarei nemmeno io se dovessi scrivere qualcosa sulla morte di uno dei miei artisti preferiti).

Per curiosità mi sono permesso il lusso di fare una minicarrellata di cantanti morti di tumore, per vedere come sono stati trattati e come il senso wikipediano della disgrazia e del defungimento prematuro venga messo a testo in voci che si presume siano "enciclopediche".

Ecco cosa scrivono su Lucio Battisti, alla voce "Biografia":

"Lucio Battisti nacque il 5 marzo 1943 a Poggio Bustone, secondo figlio di Alfiero (1913-2008) e Dea Battisti (1918-1983). Il loro primogenito, anch’egli di nome Lucio, morì nel 1942 a soli 2 anni di età. L’atto di nascita del cantautore non esiste perché, durante la seconda guerra mondiale, un bombardamento colpì il palazzo comunale, distruggendo anche i registri dello stato civile, ma venne ricostruito nel 1976. La sorella Albarita nacque nel 1946 e morì nel 2003, a causa di un tumore."

E’ il massimo, neanche De Amicis avrebbe potuto fare di meglio. Il genitori di Battisti (tutti e due, va detto, rigorosamente morti) hanno avuto un primogeto, morto, neanche a dirlo, all’età di due anni. Lucio, si apprende, aveva anche una sorella, morta per tumore, e via di disgrazie. Colmo della sfiga, l’atto di nascita di Battisti va perduto durante un bombardamento, ma, ci rassicura Wikipedia, il municipio è stato ricostruito (la speranza trionfa sempre!!)

Ma cosa c’entrano questi dati con la biografia di Battisti (caso mai avranno a che fare con quella dei suoi genitori, di sua sorella, del suo fratello morto a due anni)?

Non ci dice Wikipedia, che so, che percorso di studi abbia fatto Battisti, quali siano state le sue esperienze personali artistiche e preartistiche, no, è un senzafine di sciagure, bombardamenti, disgrazie e tumori in pochissime righe.

Termino la mia minicarrellata con la povera Giuni Russo, artista di ben altro calibro. Ecco la trascrizione del brano che riguarda la sua scomparsa:

"Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2004 Giuni Russo morì, all’età di 53 anni, a causa del cancro che l’aveva colpita cinque anni prima.

I suoi funerali si tennero alle 14.45 di mercoledì 15 settembre 2004, presso il monastero delle Carmelitane Scalze, in via Marcantonio Colonna. Il suo amico Franco Battiato non vi prese parte: si trovava all’estero per una tournée. La sera precedente le aveva dedicato il concerto. Tra gli amici famosi al suo funerale c’erano: Mario Lavezzi, Christian, Ivan Cattaneo, Shel Shapiro, Iva Zanicchi, Franco Simone, Aida Cooper. Caterina Caselli, forse per il rimorso per quanto osteggiò la carriera di Giuni, non si presentò alle esequie ma inviò delle corone di fiori, lo stesso dicasi per Franco Battiato.

Il padre di Giuni, Pietro Romeo, la madre, ed il fratello più grande erano scomparsi già da anni. Al suo funerale erano presenti solo 7 fratelli, poiché l’artista non aveva buoni rapporti con uno di essi, mentre l’altro era morto tempo prima.

Oggi Giuni Russo riposa tra le Carmelitane Scalze, per suo espresso desiderio in punto di morte."

Notate anche qui il senso dell’insistenza ostinata su certi particolari.

Come se fosse importante per inquadrare bene una personalità come Giuni Russo, sapere con precisione quale fosse l’ora del suo funerale e dove si fosse svolto. Il culmine viene raggiunto quando si descrive il senso di solitudine della salma della povera cantante che nel suo ultimo viaggio si è ritrovata accompagnata da Christian e da Iva Zanicchi perché Battiato non c’era e Caterina Caselli era in preda ad un atto di costrizione e di pentimento per averne osteggiato la carriera.
I genitori, naturalmente, erano già morti. Un fratello pure. E colmo della sfiga, con un altro non erano in buoni rapporti. Chissà cosa hanno a che vedere le relazioni interfamiliari di Giuni Russo con la sua attività artistica.

Mi sono fermato perché a un certo punto uno non ne può più di morti, di litigi, di sciagure e di pietismi.

Ma Wikipedia è anche e soprattutto questo, il privilegiare l’aspetto emotivo ed emozionale al dato scientificamente utile.

La cultura, quella vera, gemente e morente in questa valle di rinnovato senso dell’enciclopedismo, ringrazia quanti vorranno partecipare alle sue esequie.

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Comments

  • CinghialeMannaro  On 29 gennaio 2009 at 23:20

    Piccolo inciso: è una impressione di questo povero illetterato, o la sintassi vacilla in gran parte dei periodi wikipediani?

  • Gabbianone94  On 10 aprile 2011 at 15:06

    Mi chiedo perché invece di fare queste sterili polemiche sul tuo blog non sei intervenuto nella pagina di discussione della voce. Se nessuno avesse avanzato obiezioni, avresti potuto modificare i passaggi citati senza alcun problema. Cosa hai ottenuto così?

    Wikipedia è anche e soprattutto questo: il poter partecipare liberamente per migliorare la qualità delle voci. Chi critica e si rifiuta di migliorarla è semplicemente ridicolo.

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