Napolitano rinuncia all’adeguamento dello stipendio fino alla fine del mandato

Trovo nobilissimo da parte del Presidente della Repubblica Napolitano il gesto di rinunciare all’adeguamento dello stipendio mensile al costo della vita stabilito dall’Irpef, da qui alla fine del proprio mandato.

Ora, però, si dà il caso che per effetto di una legge del 1985, la 372, per l’esattezza, l’assegno del Presidente della Repubblica, corrisposto in dodici mensilità, è di 200 milioni di lire (per forza, nel 1985 l’euro non c’era, ma si fa presto a fare i conti). Che adeguati dal 1985 al 2011, sono decisamente molti di più.

Certo, una persona che prende 200 milioni di lire del 1985, magari agli adeguamenti al costo della vita può anche di no. Insomma, è una iniziativa da gentiluomini, ma mi sembra un po’ il "giocare facile" della pubblicità.

Se prendiamo una categoria a caso come gli insegnanti che saranno assunti a settembre, si vedranno applicato il blocco stipendiale per nove anni, il conto è fatto. Certo, c’è chi può rinunciare a un pacchetto di sigarette al giorno, magari ne guadagna in salute e i dindini gli restano in saccoccia.

Ma quei soldi possono tornare molto utili a chi non fa il Presidente della Repubblica, cioè tutti tranne uno, e magari non ha mai fumato in vita sua..
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