Nada – Ma che freddo fa – Le piu’ belle canzoni della nostra vita

La prima canzone italiana che io ricordi in qualche modo, dopo essere stato trapiantato nella terra che un giorno avrebbe avuto come presidente del consiglio l’uomo in assoluto più perseguitato degli ultimi 150 anni, è “Ma che freddo fa” interpretata da una giovanissima Nada.

Visto che in quel di Livorno ero, e che ci sarei rimasto almeno per una trentina d’anni, tanto valeva iniziare la mia cultura musicale (cultura? Mah…) con una gabbrigiana (Gabbro, lo si sappia, è nel territorio del comune di Rosignano Marittimo!).

Al Gabbro si dice che sia buono il pane. E poi c’era Nada. Che aveva anche un cognome, Malanima, ma si vede che portava male e allora l’hanno fatta scantare scalza di anagrafe e ignuda di età, giacché presentò questa classica “Ma che freddo fa” a Sanremo che ancora non aveva 16 anni compiuti. Sul muro di casa sua c’era scritto “Forza Nada!” proprio come si scrive(va) “Forza Coppi!” o “Forza Iuve” (regolarmente con la “I”).

Del testo (poco) poetico del brano c’erano le mani fredde della notte che scendevano su di lei e tu ragazzo mi ha delusa hai rubato dal mio viso quel sorriso che non tornerà.

E s’alza il vento, un vento freddo…
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  • Pistoresi Anchise  On 13 ottobre 2009 at 01:23

    O bellino, sei più duro delle pigne verdi. E’ (rectius, dice di essere) il miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni (gli hanno detto che nel 2011 è l’anniversario dell’unità d’Italia) e l’uomo più perseguitato della storia.
    Maremma maiala, come fa a sparale così grosse? Ci vuole fantasia, ci vuole.

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