Marco Cappato rinviato a giudizio per l’aiuto a Dj Fabo

cappato

“Così lo impiccheranno con una corda d’oro/è un privilegio raro/rubò sei cervi nel parco del re/vendendoli per denaro” (Fabrizio De André, Geordie)

E siamo all’assurdo che in uno Stato (rappresentato da un pubblico ministero) che chiede allo Stato (rappresentato dal Giudice per le Indagini Preliminari) di archiviare la posizione di Marco Cappato per aver aiutato a morire con dignità Dj Fabo o come lo vogliono chiamare, solo accompagnandolo in Svizzera, in una clinica dove tutto questo è possibile, lo Stato dica di no, che si farà a un processo e lì Marco Cappato si difenderà. “Il processo“, scrive Cappato nell’amaro tweet di oggi che dà la notizia ai suoi sostenitori “sarà anche l’occasione per processare una legge ingiusta“. Purtroppo o per fortuna, Marco, in Italia si processano le persone, non le leggi. Quelle si applicano, e finché non sarà il legislatore a porre mano al testo di revisione di leggi già esistenti. E fa certo bene avere dei sostenitori, tanta gente vicina. Ma la gente che ti dà una pacca adesso, stasera si siede a tavola con la sua famiglia e non ci pensa più (“anche se piangeranno con te/la legge non può cambiare“). Sono ben altro dalle vite che vengono poco a poco centellinate ed erose in un’aula di giustizia. Anche tu “cercavi giustizia ma trovasti la legge“.

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