Liceo Virgilio di Roma: ha ragione il Dirigente Scolastico

virgilio

Il Liceo Virgilio di Roma è il migliore tra i licei nel raggio di 30 km. da Roma, secondo una graduatoria pubblicata dalla Fondazione Agnelli.

Beh, a qualcuno questo primato doveva pur toccare e siamo contenti che le caratteristiche di merito di questa Istituzione scolastica siano state ben evidenziate, anche se non mancano i mugugni sul fatto che sia stata proprio la Fondazione Agnelli (per intenderci, non esattamente la Associazione Montessori-Milani) a conferire l’agognato galardone. Pazienza, non si può piacere a tutti.

Più volte, e soprattutto di recente, il Liceo Classico Virgilio di Roma è stato “attenzionato” (brutto termine per non dire che è stato messo sotto tiro) dai media, per fatti, non ben meglio identificati (dai media, perché gli inquirenti li hanno identificati benissimo) relativi all’occupazione dell’istituto, allo spaccio di droga, alla bomba carta, all’alcol, al biglietto d’ingresso a 5 euro, allo Xanax e perfino alla presunta diffusione di un presunto filmino presuntamente hard con protagonisti due presunti studenti che facevano del presunto sesso in un’aula dell’istituto previamente okkupato con due k. Uso massicciamente l’aggettivo “presunto” perché l’esistenza di questo filmino non è stata minimanete confermata (ma neanche sufficientemente smentita) e voglio dare una chance al dubbio che si tratti di un falso. Dare una chance non vuol dire esserne convinto, ma fare del blogging onesto.

Ora, i fatti ipotizzati sono estremamente gravi. Non nascondiamoci dietro un dito. E i casi sono due: o sono veri o sono falsi. Non può esistere un limbo in cui accovacciarsi per coccolare la proprie minime responsabilità e sentirsi ridimensionati nel ruolo in un contesto (quello scolastico) in cui i protagonisti sono la Dirigenza, i Professori, gli studenti, i genitori, le famiglie. Esistono dei presunti comportamenti che potrebbero costituire ipotesi di reato. Su queste deve indagare la magistratura. Se i reati non ci sono, ma si tratta evidentemente di comportamenti poco consoni al decoro e alla vita scolastici, allora che si prendano i provvedimenti del regolamento. E’ un ragionamento estremamente semplice pur nella sua crudeltà.

E qualcosa c’è. Non lo dico io, lo dicono le inchieste. Una del 2016, quando furono piazzate all’interno dell’istituto telecamere che evidenziarono dazioni di stupefacenti tra ragazzini che la marjuana se la nascondeva nelle mutande e baby-pusher che cedono hashish. In quell’occasione furono individuati quattro maggiorenni e quattro minorenni. Per i maggiorenni fu chiesto l’arresto ma il GIP Elisabetta Pierazzi, nel negarlo, disse:

Nei due mesi di riprese sono stati effettivamente registrati numerosi episodi di cessione di stupefacenti avvenuti all’interno della scuola e ciò costituisce un fenomeno allarmante sotto il profilo educativo e sociale

Poi sottolineò:

nessun tipo di struttura o di organizzazione, neppure embrionale è stato evidenziato

Che vuol dire? Vuol dire che non c’è una vera e propria associazione a delinquere con finalità di spaccio di stupefacenti, che non esiste una rete organizzata e capillare di persone che cedono droga, ma esiste comunque un fenomeno di dazione che crea allarme e deve esere affrontato. E, comunque, la procura ha deciso in ogni modo di chiedere il processo per i quattro maggiorenni. E vorrei anche vedere che non fosse così. E questo accadeva nel 2016. Dunque un problema c’è, degli episodi ci sono, ci sono delle indagini, c’è la dichiarazione di un GIP. Non è fuffa, non è montaggio mediatico, non è voglia di dare addosso a dei poveri ragazzini che hanno il solo handicap di essere disorientati in questa società brutta e cattiva che non ha altro da fare che gettare loro discredito. Sono fatti. E i fatti non si discutono. Sono lì, magari ad indicarci il nostro fallimento. Lo dice la Dirigente Scolastica dell’Istituto quando afferma che:

E’ una situazione troppo seria e grave che da qualche anno è ‘attenzionata’ dai carabinieri, dalla Digos e anche dalla magistratura. Ci sono indagini e processi in corso

Ma questo nesssuno pare vederlo. Anzi, da parte di alcuni Docenti della scuola è uscito un documento che ha dell’incredibile e che è stato riportato recentemente, tra gli altri, da “Orizzonte Scuola” e che recita, tra l’altro:

(…) preso atto della campagna di stampa in corso, condannano fermamente l’esposizione mediatica lesiva a cui è stata sottoposta la scuola

Non si capisce perché, se il Liceo Virgilio viene premiato con il posto d’onore nella classifica dei migliori licei classici a 30 km. da Roma e la stampa ne parla tutto questo vada bene, mentre se quattro dei loro alunni vengono indagati (o “attenzionati”, come si dovrebbe dire) dalla magistratura questo non debba o non possa essere riportato. Si diceva che un fatto è un fatto ed è bene che l’opinione pubblica ne venga informata. Ed è indubbio che qualcosa è successo, in ossequio a quella situazione “troppo seria e grave” di cui parlava la Dirigente.

Gli insegnanti inoltre:

“Non si riconoscono nell’immagine della propria scuola che viene proposta, che mette in cattiva luce tanto la componente studentesca quanto quella dei docenti, deformando la realtà e facendo apparire il Liceo come un luogo ai margini della legalità.”

Alt! Qui c’è solo da dire che esistono dei comportamenti che non solo sono stati messi in ipotesi dall’informazione e dalla pubblica opinione, ma che sono stati anche documentati da prove filmiche rilevate dalla polizia competente. E la responsabilità dei singoli comportamente è personale. Nessuno pensa che il Liceo Virgilio sia ai margini della legalità, perché nel Liceo Virgilio ci saranno certamente dei ragazzi che rappresentano un’eccellenza e che meritano di essere valorizzati, ma i “numerosi esempi” di cessione di stupefacenti di cui parla la GIP Elisabetta Pierazzi che facciamo, ce li siamo inventati?

Proseguono gli insegnanti:

La realtà quotidiana è ben diversa: gli studenti vivono la scuola come luogo di formazione e di crescita culturale e civile interagendo in un clima di confronto, dialogo e dialettica costruttiva.

Sì, e i regali sotto l’albero li porta Babbo Natale!

Ma come si fa a vivere in un clima costruttivo in un ambiente in cui la magistratura “attenziona” gli studenti, in cui i filmati rimbalzano sui siti dei quotidiani on line (quello della Polizia era sul sito di Repubblica), in cui l’occupazione è momento per richiedere il pagamento di un balzello da offrire alla preside come risarcimento danni (“[…] ma io non accetto soldi sporchi, ottenuti con la vendita di alcol [nel party a pagamento organizzato durante l’occupazione, ndr]: e su questo non posso essere smentita visto che, all’epoca dei fatti, hanno persino esposto un prezziario di ciò che veniva venduto.” ha dichiarato la Dirigente Scolastica), dove si danneggiato il sistema di allarme e antincendio, le serrature, dove si vende lo Xanax (che tra l’altro è reperibile per pochi centesimi in una banale farmacia), fumogeni, deflagrazioni di bombe carta, rave party, alcool e droga a gogò. Ma come si può studiare così? Altro che “clima di confronto, dialogo e dialettica costruttiva“!

Gli insegnanti inoltre:

Ritengono rassicurante la nota del 20 novembre 2017 della Questura di Roma, che afferma: “Non sono emersi elementi che facciano pensare a traffico di droga né, tantomeno, atteggiamenti violenti ed intimidatori da parte degli studenti.”

Questa nota della Questura non è rassicurante per niente, anche perché nel loro comunicato, la parte dei docenti del Liceo che ha firmato (o l’estensore del testo, si veda il caso) ha riportato solo la una parte della nota stessa. Basta cercare su Google e si scopre che il documento della Questura di Roma include anche quanto segue:

Non si può trascurare tuttavia come sia presente, secondo quanto riferito, una serie di problematiche che devono investire, in prima battuta la funzione educativa della scuola e, solo in un secondo livello, la funzione di Polizia. Allo scopo sono stati già suggeriti alcuni correttivi a carattere strutturale, di tipo educativo, mentre poprio il dialogo con questi ultimi infatti aveva consentito, poco meno di un mese fa, la liberazione, senza alcun utilizzo della forza pubblica, del liceo Virgilio, a circa 48 ore dalla richiesta di sgombero della dirigenza scolastica.

La polizia, dunque, ritiene che non sia necessario il suo intervento (deciderà la magistratura, successivamente, se questo intervento sia effettivamente necessario o meno) ma pesano come un macigno (altro che le rassicurazioni dei docenti!) le parole circa le “problematiche” emerse durante la sua attività. Vuol dire che il bubbone è scoppiato, e che il pus è in primo luogo di natura educativa, e l’educazione in una scuola è a carico del corpo Docente, dov’è questa nota rassicurante, quando si tratta di un campanello d’allarme grosso come una casa (la polizia, in soldoni, dice che alcuni problemi ci sono e riguardano la scuola)?

Pare che questa immagine edulcorata dei fatti sia destinata a fallire sotto la determinazione della Dirigente Scolastica, che in tutto questo marasma è stata lasciata sola (in preda anche a genitori che hanno affermato che se i ragazzi hanno fatto uso di stupefacenti è segno che lì la roba è buona)a cercare di far valere lo stato di diritto in un ambiente che sembra averlo perduto:

E’ mio dovere di preside continuare a lavorare per il bene della scuola senza cedere a pressioni e meno che mai a richieste di ritrattazioni da parte di certi studenti e certi genitori. Sto difendendo la legalità dell’istruzione pubblica.

Dirigere il Virgilio è molto problematico. Io difendo sempre la libertà di esprimersi, ma questi ragazzi sono ben pilotati e sanno mistificare bene. Se qualche studente li critica, vanno a dire in giro che è psicolabile… Hanno cercato di farmi capire chi comandava davvero e io una risposta ce l’ho: lo Stato che rappresento.

Ha ragione lei, non ci sono dubbi. In una Casamicciola di opinioni e commenti avere il senso dell’istituzione è sicuramente controcorrente. E questa preside controcorrente che ci riporta all’essenza cruda dei fatti ci piace.

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