L’astrofica di Libero

Non mi preme tornare sulla morte di Margherita Hack, perché è una tragedia troppo grande da sopportare per le fragili gambine della cultura italiana, ma su come questo evento abbia dato il via a una serie di ripercussioni a livello di divulgazione della notizia da far veramente temere per l’informazione italiana.

Il quotidiano Libero, nella sua versione on line (e ormai lo sa tutto il web, ma pazienza, non è mia intenzione arrivare primo), ha intitolato “Scienziati: è morta Margherita Hack, icona dell’astrofica mondiale”. “Astrofica” e non “astrofisica”, dunque. Un refuso che ha creato una ilarità involontaria di effetto contrastivo rispetto alla notizia. Pazienza, la frittata era fatta.

Cliccare sull'immagine per ingrandirla

La spiegazione del quotidiano è stata piuttosto lacunosa, in verità. Quell’ultim’ora sarebbe stata ripresa dai Feed RSS dell’agenzia di stampa ADN Kronos, che avrebbe, a dire di Libero, commesso originariamente l’errore. Logico che se A scrive una cosa, anche B che copia da A riproduca integralmente l’errore.
A parte il fatto che qualsiasi documento che provenga da un Feed RSS può essere editato, ossia scritto, corretto, emendato, salvato e modificato, a parte questo, dicevo, la giustificazione di Libero sembra un po’ come quella di Pierino che si si vede affibbiare un 4 perché ha copiato il compito da Gigetto ed è stato Gigetto quello che ha sbagliato, lui ha copiato solo, quindi a Gigetto spetta il 4 mentre Pierino prende 8 perché l’errore non era suo. Già, però ha fatto l’errore di copiare senza guardare quello che copiava. Ancora oggi la pagina è in linea immodificata.

Un rimando alla notizia riporta “Muore Margherita Hack, la lady delle stelle”, con tag che riportano al refuso e ad altri argomenti correlati. Meno male, “l’astrofica delle stelle” sarebbe stato un po’ indelicato.

Ma c’è di più. Sulla notizia riguardante la morte della Hack c’era un sondaggio che riguardava lo stato d’animo dei lettori. Una trentina di clic erano di lettori che si autodichiaravano “allegri”.

Essere “allegri” per la morte di un personaggio della levatura della Hack è come essere felici per la morte di Nelson Mandela! Ma, si sa, la persona di colore fa paura, e il ministro Kyenge, colpevole, agli occhi di Libero, di voler eliminare il reato di clandestinità, non fa eccezione. Già, ma perché non se ne va via?

(Visited 1 times, 1 visits today)

Commenti

commenti

Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


4 + = undici

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>