La Signora della porta accanto

Letizia Marinelli

Questa signora è la nuova arma di distrazione di massa della disinformazione  e del pettegolùme abruzzese.

Credo che tutti siano d’accordo nel ritenere, insieme a lei, che l’adulterio non è più reato. E possiamo tranquillamente aggiungere che ognuno fa la nanna con chi vuole, avendo da rispondere esclusivamente alla propria coscienza e alla propria famiglia, se ne ha una.

Basta, non c’è altro.

Non ce ne frega niente se ha trascorso una notte d’amore con il Governatore Chiodi nella stanza 114 dell’Hotel del Sole di Roma, piuttosto che se ha occupato con lui o con chiunque altro, ma anche da sola, la numero 3 di un albergo a ore (“la meno schifosa”, secondo una canzone di Herbert Pagani). Né tanto meno se quella notte d’amore sia stata il frutto di una debolezza o di una passioncella passeggera o se quella relazione sussista tuttora.

Ci interessa, casomai, con quali soldi quella notte d’amore, ovunque consumata, sia stata pagata, se coi soldi pubblici o coi loro soldi privati.

Perché se è stata pagata con i soldi privati sono ancora affari loro e la cosa non costituirebbe notizia. Se, come pare, sarebbe stata pagata con i soldi pubblici, allora è solo questo il dato che importa. Se Chiodi fosse stato da solo e avesse pagato con la carta di credito della regione una dormita prima della quale si fosse fatto portare, che so, una bottiglia di champagne, sarebbe stata la stessa cosa.

Se ci sono stati favoritismi nei confronti della signora stessa o di suoi familiari lo si dimostri e basta. Se no lasciatela in pace.

Perché quella che è passata in secondo piano è stata la dichiarazione dello stesso Chiodi: “Ho sentito Silvio Berlusconi e non ho alcun dubbio sul fatto che sia io il candidato di centrodestra”.

E vincerà.

 

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