La caviglia di Francesca Testasecca, Miss Italia per tre tatuaggi



Non so a voi, ma a me questa nuova Miss Italia fa paura.

Che, voglio dire, uno può sempre chiedersi, in cuor suo, cosa ci sia di così inquietante in una diciannovenne che vince, legittimamente, il concorso che immortala la più bella tra le nostre ragazze, a una deve pur capitare, e sarà lei a portare nel mondo il senso della bellezza e dello strafighismo del nostro Paese.

E poi sì, va bene, per la prima volta è toccato a una ragazza tatuata, ha ben tre tatuaggi molto evidenti su tutto il corpo, di cui uno all’altezza della caviglia, che è stato fotografatissimo e messo in primo piano sulla stampa nazionala a beneficio e uso dei feticisti del piede ovunque diasporàti nell’universo italico.

19 anni… tatuata… è un bel segnale.

Vuol dire che una volta raggiunta la maggiore età, quanlunque ragazzina petulante e ambiziosetta potrà andare dai genitori a dire:

“Mammaaaaaaaaaaaaaaaa….. Papàààààààààààaaaaaaaa…. [le ragazzine petulanti stràscicano le vocali finali, non so se ci avete fatto caso…] mi voglio fare un tatuaggioooooooo, mi faccio disegnare un dragone al piedeeeeeeeeeeeee…”

Ora, a parte il fatto che non sei Lisbeth Salander e quindi sbàassa un po’ la testa (e i toni!), ma è evidente che se vieni a chiedere il permesso ai tuoi genitori, o, comunque, comunichi loro di volerti far marchiare per sempre, probabilmente ne cerchi anche l’approvazione.

E il genitore che volete che dica alla ragazzina petulante? Se è maggiorenne le dirà che questa casa non è un albergo e che tu finché non ti rendi indipendente in casa mia fai quel che voglio io, se è minorenne come minimo le dà due schiaffi subito e la questione finisce lì.

Ora c’è l’arma di ricatto, e che arma!! Vado a farmi fare il tatuaggio così posso diventare Miss Italia anch’io. Oppure, mi faccio il tatuaggio perché se ce l’ha Miss Italia posso avercelo anch’io.

Miss Italia è la legittimazione di quello che Giorgio Gaber chiamava il “Si può!”

Ora, “Si può” di Gaber era l’unica canzone a non avere un testo fisso. Voglio dire, cambiava a seconda dei tempi, perché cambiavano spesso le libertà che venivano scambiate per gesti obbligatori.

“Si può, io mi vesto come mi pare
si può, sono libero di creare
si può, son padrone del mio destino,
si può, posso mettermi un orecchino…” (1)

E adesso sarà obbligatorio per la fighetta di turno andare in giro tatuata sperando nell’incoronazione dell’“unica grande invenzione davvero efficace e che ci piace è questa dittatura imposta dal mercato” (2).



(1) L’ultimo verso, nel disco “La mia generazione ha perso”, 2001 è stato modificato in “si può, c’ho già il nuovo telefonino…”
(2) Giorgio Gaber, cit.
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Comments

  • milena  On 14 settembre 2010 at 23:52

    ke ce di male…è xe kome dice la moda gira con le gambine nude anke dinverno per rifare un disegno tipo calse…ci conosciamo e giuuro ke e una raga semplice. ce lò pure io il tatoo a cavigliera e allora?

  • LaMiry  On 15 settembre 2010 at 09:28

    …mamma mia quanto siete bigotti… questo articolo fa paura non Miss Italia!! Poveri noi..

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