La Carta Telefonica Ricaricabile di Poste Italiane: un milione di clienti l’hanno già usata

Le Poste Italiane, dopo la privatizzazione, non sanno proprio cosa inventarsi

Prima se la sono presa con le banche, creando anche loro un conto corrente poco competitivo (la formula precedente funzionava molto meglio) con annessi PostaMAT carta di credito made in Deutsche Bank, poi sono passate alla telefonia mobile diventando un gestore virtuale (in mancanza di altre soddisfazioni va anche bene così).

Adesso vendono anche una Carta telefonica Ricaricabile.
Che, dicono loro, è “conveniente per chiamare in Italia e all’estero”.

Tanto conveniente che le tariffe al minuto per chiamare i cellulari in Italia sono di 0,26 euro al minuto da telefono fisso, 0,38 euro se vi ritrovate a dover chiamare un cellulare da un telefono pubblico, e 0,55 euro se avete il masochistico impulso di chiamare un cellulare dal vostro cellulare e volete addebitare la spesa sulla carta che, naturalmente, avete pre-pagato.

Ma a questo punto le poste potrebbero controbattere, e dire che per le chiamate urbane e interurbane si può arrivare a ben 0,0012 euro al minuto, a patto di chiamare un numero GEO.
Cosa vuol dire? Che se chiamate un numero fisso tra quelli che vidono loro, alla tariffa corrispondente del vostro gestore di telefonia, per 10 euro che ricaricate vi danno 8332 minuti compresi nel presso.

Il che significa che una conversazione di 5 minuti vi cosa solo 0,006 euro.

Però pagate lo scatto alla risposta e la tariffa intera per chiamare il numero GEO secondo la tariffa del vostro fornitore.

Dicono quelli di Poste Italiane “provala, risparmi e la usi per sempre. Un milone di clienti l’ha già fatto” (sulla pagina di www.posteshop.it scrivo “un milioni” perché bisogna sempre distinguersi…).

Un milione. Come quelli che aspettavano altrettanti posti di lavoro da Berlusconi.

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