Ischia: bambina bocciata in prima elementare

E’ ricominciata l’odiosa e appicciaticcia mania dei sondaggi via web. Si vede che la bolla di caldo africano non bastava. Da adesso in poi, per narcotizzarci meglio, i giornali ci chiederanno se siamo favorevoli a quelli che mettono i piedi fuori dal finestrino mentre viaggiano sul sedile del passeggero in autostrada, oppure se siamo d’accordo con quelli che mettono il parasole al finestrino quando vanno al mare o se ci sembra un accessorio inutile e démodé.

La notizia di oggi la fornisce il Corriere del Mezzogiorno. Una bambina di Ischia è stata bocciata in prima elementare.

Apriti cielo e spalàncati terra! Una bambina bocciata in prima elementare? Non sia mai, si ricorre al TAR (è giusto, è un diritto dei genitori), la bambina non può essere denigrata così, la scuola si difende dicendo che la famiglia era avvertita fin dal primo quadrimestre, ma soprattutto, di questo fatto si deve fare notizia e sondaggio, prima ancora che si pronuncino i tribunali e siano fatte valere le carte bollate.

E la domanda rivolta all’opinione pubblica è sempre la solita: vi sembra giusto?

Domanda mal posta e perfettamente fuorviante, perché il punto è uno solo: dov’è scritto che un alunno di prima elementare non possa o non debba essere bocciato?

E’ vero, il 99,9% dei bambini che frequentano la prima elementare poi vengono promossi. O, come si dice in burocratese, "ammessi alla classe successiva".
E’ un evento talmente frequente che ormai non ci si fa più caso. Ma lo 0,1% esiste, e sarebbe anche l’ora di considerarlo un evento naturale, o, quanto meno, possibile.

Cos’è, non si bocciano i bambini solo perché sono bambini? Non mi sembra decisamente una valutazione di pregio o sufficiente, Tanto poi i genitori si lamentano del fatto che, comunque, verranno bocciati alle medie (quando li bocciano) o alle superiori. "Ma come, alle elementari andava così bene, aveva tutti otto e nove…" Ecco, e adesso non ha voglia di fare una verza. Perché, non può succedere che sia stato sopravvalutato? Oppure, semplicemente, non è ancora maturato abbastanza per affrontare l’anno successivo. E’ un peccato mortale bocciarlo? No, e allora?

Il falso buonismo donmilaniano imperante (falso proprio perché nonm ha nulla a che fare con il pensiero originale di Don Milani)  ha fatto danni, e mi piace pensare al coraggio degli insegnanti che hanno avuto l’ardire di mettere la firma su una bocciatura e di passare l’estate a difendersi davanti al TAR del Lazio.
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