Il bluff di www.videomarta.com

Parlare di tecnologia e di Internet è forse l’unico e vero discorso autoreferenziale che si possa cominciare nella rete.

E lo fanno tutti. E tutte.

Non è difficile diventare degli èmuli di Paolo Attivissimo, in realtà basta solo saperne qualcosa in più del utente medio (quello che i linuxari più cattivi -e scemi!- chiamano “utonto”), che, spesso, più che “medio” è semplicemente “mediocre”.

Così, parlare e scrivere di rete, software libero, licenze alternative, VOIP e quant’altro è diventato un tema irresistibile su cui costruire passerelle primadonnistiche, dei veri e propri trampolini di lancio personali, più che dei servizi informativi veri e propri.

Esempio fulgido di tutto questo velinismo da hard discount della divulgazione informatica è il videoblog www.videomarta.com.

Marta è la protagonista unica e indiscutibile di questo blog (anche se appare evidente che dietro ai filmati che lo compongono c’è un minimo di lavoro “redazionale” che coinvolge più persone).

Marta parla di tecnologia con uno stile che va da Gaia De Laurentiis a Neapolis.

Il suo studio televisivo è la sua cameretta in legno chiaro, parquet per terra, pupazzetti di pelouche per ogni dove, calendari e foto alle pareti.

Marta, almeno nel momento in cui presenta le sue minipillole di videoblog, appare grassottina, non certo bella, ma ha da poco lasciato la prima adolescenza alle spalle e si prepara, armata solo del suo rampantismo blogsferico, a conquistare il mondo con l’intimo convincimento di esserlo. E chi la ferma più?

Bracciotte robustine, veste, a seconda delle stagioni, ora in jeans strappato che fa tanto tendenza e canottierina vedo-non vedo, ora in più castigati maglioni invernali, lasciando sempre ai suoi piedi il compito di fare ciao ciao al visitatore (sia che cammini scalza sul parquet o che indossi calzini e scarpette da notte in lana -non credevo nemmeno ne facessero ancora-) muove continuamente e nervosamente le estremità, novello incrocio com’è tra la “Lolita” di Nabokov e una Sandy Show de noàntri.

In fondo dice cose banali parlando di argomenti assolutamente comuni, e piace proprio per questo.

O, almeno, lei pensa di piacere, se è vero come è vero che cerca sponsorizzazioni per il suo blog (e fin qui…) e sente il dovere di venirci a dire che ha dovuto perfino cambiare l’account di Skype e di MSN che prima elargiva evidentemente a piene mani, perché ha avuto delle noie:

E per piacere piace, se qualcuno dei suoi commentatori la definisce un angelo in terra:

Insomma, Marta fa innamorare.

Ma Marta è un bluff, e basta ascoltare il suo accento per rendersene conto e per capire che c’è qualcosa che non va.

Chi ha registrato il dominio www.videomarta.com è una certa Mavida snc di Torino, e l’accento di Marta appare più borbonico che altro. Dice “Gnulinux”, anziché “gh-nulinux” (lo pronuncia proprio con la gn- di “gnocco” e questo puzza di copione lontano un miglio).

Insomma, dietro a Marta ci sono Maurizio Pellizzone e Gabriele Farina (potete trovarli rispettivamente su http://maurizio.mavida.com/ e su http://blog.libero.it/soloparolesparse/), e chissà se la giovane lettrice di copioni scritti e maestra nella rotazione degli alluci ha mai davvero usato Skype, o avuto a che fare con un computer con Linux installato.

E’ bene dirlo, perché l’unica Marta che io conosca che usa Linux è una mia alunna, che oltretutto soffre molto ai piedi, tutto il contrario della neoiconcina della cultura dell’apparire che ci spacciano come ex bambina e futura gnocca del Web 2.0.

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