I libretti di risparmio dormienti dello Stato che non dorme mai

Il nuovo latrocinio di Stato è quello di “conti dormienti“.

Conti correnti bancari, ma anche postali e libretti di risparmio su cui siano depositati almeno 100 euro, e che non presentino movimenti da almeno 10 anni saranno requisiti dallo stato e andranno a rimpinguare le casse di un fondo di solidarietà sociale (probabilmente un fantomatico comitato per la riabilitazione di Cesare Previti…) se non verrà effettuato entro il 16 agosto almeno un versamento (ma va bene anche un prelievo).

Poi ci saranno altri 10 anni per poter riscattare le cifre requisite, ma intanto la macchina si è messa in moto, con tanto apparenti di garanzie per i risparmiatori (pubblicazione su Internet degli elenchi degli aventi diritto al latrocinio etc… etc…).

Ora, chi lascia 100 euro da 10 anni su un libretto di risparmio (10 anni fa non c’era nemmeno l’euro…), intanto dovrebbe vedersi accreditare annualmente gli interessi e le relative ritenute fiscali (quindi il libretto è in realtà movimentato, ma evitano accuratamente di dirlo o di prenderlo in considerazione) e poi chi può mai essere? Il pensionato che lascia qualche spicciolo sul libretto dopo essere stato torlupinato dalla banca nell’acquisto dei Bot con relative spese spropositate di gestione (firmi qui, qui e qui) o uno che se li è dimenticati lì e amen.

In ogni caso i soldi sono suoi e restano suoi finché è vivo o finché qualcuno che ne ha diritto non viene a reclamarli.

Si fanno il tesoretto con le briciole. Il prossimo passo sarà il fallimento.

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