Gli occhiali a raggi X degli anni ’70 (per vedere attraverso i vestiti!)

Immagine da una pubblicità originale degli anni '70

Negli anni 70, su giornaletti pseudo-adolescenziali come i mai abbastanza rimpianti “il Monello” e “l’Intrepido”, compariva la pubblicità di alcune ditte (una, soprattutto, la Same-Govi o Same-Govj, come si sarebbe chiamata più tardi per un adattamento ortografico) che vendevano oggetti che suscitavano la curiosità del pubblico ma sulla cui reale efficacia si sono sempre nutriti numerosi dubbi.

Erano oggettini che servivano per spiare senza essere visti, insomma, il kit dello 007 improvvisato.

C’erano, in particolare, un paio di occhiali che venivano spacciati come “a raggi x”, o “sexy occhiali” inforcando i quali si sarebbe stati in grado di vedere attraverso i vestiti le fattezze delle ragazze. In realtà si dovevano vedere le fattezze di chiunque, ma il prodotto veniva pubblicizzato con il target più appetibile: “proverete l’ineguagliabile illusione di vedere attraverso i vestiti”, promettevano gli annunci che vendevano il tutto per corrispondenza e in pacco anonimo. Ed era effettivamente un’illusione.

Il problema non era che questi oggetti, poi, non mantenessero quello che promettevano, il problema era che le ragazze si spaventavano davvero non appena vedevano uno con gli occhiali un po’ strani (magari perché fortemente miope) pensando che fosse un guardone. Sembra impossibile, ma mia moglie me ne parla ancora con imbarazzo.

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