E’ arrivato il China-Phone!

"Bisogna che lo affermi fortemente", diceva il Poeta, anzi, mi sa che devo fare outing. Come Vendola, o come Marrazzo.

Mi sono comprato il China-Phone, va bene?

Sono cose di cui, lo so, non bisognerebbe andare fieri, soprattutto non bisognerebbe dirle troppo in giro, ma cosa volete, io non ci tengo e preferisco che il mio gesto insano venga a conoscenza di molti per espiare nel contempo la mia piramidale nequizia e accerscere così la pena che dovrò scontare peri miei peccati nell’aldilà con la sofferenza e il pubblico ludibrio su questa terra (ragionamento mutuato, e chi lo conosce lo avrà notato, dal personaggio di Pattume in "Brancaleone alle Crociate").

Avevo bisogno di un telefono nuovo o forse non ne avevo nemmeno bisogno, so una sega, fatto sta che qualcuno mi ha mostrato un China Phone che pareva funzionare egregiamente (in culo a chi ci vòle male!) allora ci ho pensato su quei due o tre secondini (o mesetti) e l’ho ordinato anch’io.

Tlìcchete tlàcchete, sono andato su Tradeage.com, ho scelto il modellino base (tanto con 2 Gb. di memoria ci sguazzo), ho pagato con la carta di credito (non hanno Paypal e questo è un male, dare i numeri della carta di credito ai cinesi a volte potrebbe non essere una buona idea) e ho atteso la bellezza di tre settimane e mezzo che arrivasse l’apparecchio, che, evidentemente, è arrivato a piedi da Shanghai, la Cina è vicina, sì, un paio di palle.

L’ho pagato pochissimo, spese di spedizione comprese (il trasporto è quello che "pesa" sugli oggetti di scarso valore), nel frattempo il prezzo è un po’ aumentato, ma penso che oggi con una sessantina di euro ve lo portate via.

Non è una imitazione perfetta dell’I-Phone ma serve al suo scopo, che è, sostanzialmente, quello di farvi sentire guappetti in un mondo in cui se non hai l’I-Phone ti fanno sentire una merda, ed esercitare, così, con l’accessorio, quel giusto desiderio di rivalsa e vendetta nei confronti della società, che hanno tutt iquando decidono di comperarsi qualcosa, sia pure essa una radiosveglia o un accessorio di vestiario.

Altri scopi utili potrebbero essere la lettura degli e-book (un po’ scomoda, probabilmente, si possono leggere solo in formato TXT, non ho ancora provato), la possibilità di vedere film in formato MP4 (anche perché è supportato solo quello), la musica in MP3, la radio (sempre sia lodata!) insomma, tutte quelle cose inutili che, però, puoi dire "Io ce l’ho!"

Esteticamente non è molto diverso dall’I-Phone originale della Apple, e sono contento che i cinesi lo abbiano riprodotto in maniera da ricordarne da vicino le fattezze, perché la gente lo scambia per la creatura di Steve Jobs e pensa che io sia un facoltoso e presuntuoso conoscitore di tecnologie mentre è universalmente noto che non ci capisco un cazzo.

Naturalmente, come tutti gli accessori inutili è estremamente scomodo. Parlare con l’apparecchio all’orecchio (rima baciata fortuita) significa tenere in mano un coso di tre etti e mezzo, piatto e largo. Scrivere gli SMS con la pennina di metallo sulla tastierina virtuale del coso-Phone è come occuparsi del restauro di una miniatura medievale su un manoscritto cartaceo del trecento.

Insomma, sostanzialmente non mi serve a uno zùfolo, però vuoi mettere?

Il tutto mi è stato recapitato dotato di:

a) DUE batterie (perché te ne dànno anche una di ricambio, gentili…)
b) Cuffiette del cavolo (che infatti la radio quando le attacchi l’ascolti direttamente dall’auricolare del telefono, vorrei sapere perché)
c) Cavetto USB multifunzione (lo si può attaccare alla corrente tramite l’adattatore del carica batterie, oppure si usa per scaricarci gli emmepittré dal piccì, se lo perdete siete fottuti…)
d) Custodia in simil plastica stile occhiali da vecchietti, uno po’ miserella ma utile
e) ma soprattutto, la COVER di color viola con tutti i cuoricini tempestati di brillantini che butterete subito via se no vi arrestano per oltraggio al pudore.

Ma soprattutto mi è costato 48 euro tutto compreso. Così se lo devo buttare via per qualche motivo non mi mangio il fegato di dover finire di pagare il mutuo alla Apple. "Certo che i cinesi per queste ‘ose bisogna lascialli stà’" (Benvenuti in casa Gori")

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