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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 27/07/2010
postato da Valerio Di Stefano (pubblicato @ 17:01:17 in Rete
Avete un blog sul quale seguite l’attività politica della vostra città? Vi interessate di politiche ambientali e aggiornate il vostro sito con le novità che riguardano risparmio energetico e gestione dei rifiuti? Siete iscritti ad una mailing list di ricercatori precari nella quale vi confrontate sui tagli all’università? E ancora, siete tra quelli che, telecamera in spalla, vanno dai politici a chiedere conto delle loro scelte?
Se siete tra questi, o se comunque avete un vostro sito Internet, preparatevi: molto presto dovrete fare molta attenzione. Nella legge bavaglio che verrà approvata a breve in via definitiva, è contenuto un articolo che vi riguarda. E’ il comma 29 che recita: “ Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Vuol dire che ogni sito web (blog, forum, pagina Facebook, canale YouTube, wiki, ecc), dovrà sottostare all’obbligo di rettifica previsto per le testate giornalistiche. Se a qualcuno non va bene qualcosa che avete scritto, se ritiene falsa o tendenziosa una vostra frase o pensa che una vostra opinione ecceda il diritto di critica, potrà contattarvi ingiungendovi di pubblicare la sua versione dei fatti. Nel momento in cui nella vostra casella di posta arriverà una simile comunicazione, partirà un conto alla rovescia: avrete 48 ore per pubblicare la rettifica. Scaduto questo termine, non avendo rispettato la legge, rischiate una multa fino a 12mila euro. Per la maggioranza di governo e persino per alcuni esponenti della blogosfera, il comma 29, è sacrosanto: “Sul web non si può scrivere ciò che si vuole” dicono. Per molta parte degli utenti della rete, per il Partito Democratico e Italia dei Valori, invece, il comma non tiene conto nella natura amatoriale di molti siti web e risulta perciò censorio. Da più parti viene anche sottolineato che il comma presta il fianco ad abusi: un sito web spesso non ha risorse, competenze e personale per analizzare nel merito ogni richiesta di rettifica. Juan Carlos De Martin, professore associato presso la Facoltà di Ingegneria dell’Informazione del Politecnico di Torino, contattato dal Fatto, parla a riguardo di “Chilling effect”, una definizione utilizzata negli Usa per definire leggi che sopprimono opinioni o condotte attraverso la minaccia di ritorsioni; è di certo vittima del Chilling effect un cittadino che si autocensura per timore di una penalizzazione (nel nostro caso di una multa salata). Su Internet è in corso una campagna contro il comma 29. L’associazione Valigia Blu – la stessa che si era fatta promotrice di una raccolta di firme per chiedere al Tg1 una rettifica sull’avvocato Mills prescritto e non assolto – ha scritto una lettera aperta a Gianfranco Fini e Giulia Buongiorno: “Occorre reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame alla Camera” dicono esponenti della blogosfera, della cultura, della politica. “L’informazione in Rete – aggiungono – ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino: ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione”. I tempi ormai stringono: in settimana la Camera darà il via libera alla legge sulle intercettazioni. Quindi la maggioranza di governo, su esplicito diktat di Berlusconi, intende chiudere la pratica bavaglio al Senato entro le ferie estive. da: www.ilfattoquotidiano.it Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/
postato da Valerio Di Stefano (pubblicato @ 14:30:44 in Rete
Il nostro Premier non ama la Rete e questo non è né un mistero né una notizia.
Perché mai, d’altra parte, il Signore dell’oligopolio dell’informazione italiana ed il Re del TELE-COMANDO dovrebbe guardare anche solo con interesse ad uno strumento come la Rete che consente a chiunque di dire la sua a pochi click di distanza dal sito internet di RAI UNO che pubblica i video promo del prode Minzolini? In un mondo che guarda al web – eccezion fatta per qualche regime totalitario – come ad una straordinaria risorsa democratica ed ad un diritto fondamentale dell’uomo e del cittadino, la radicale assenza, da parte di questo Governo, di qualsivoglia politica dell’innovazione è di per sé un fatto preoccupante. Difficile sentirsi sereni e cittadini di un Paese moderno quando il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta – mentre il resto d’Europa investe milioni di euro per promuovere la diffusione della banda larga per uscire dalla crisi – ti dice che noi investiremo in banda larga solo dopo che – non è dato sapere come – saremo usciti dalla crisi o, piuttosto, quando il Ministro dell’Innovazione nel promuovere un progetto vecchio di cinque anni e anti-innovativo come la PEC, destinata a far la gioia solo di Poste Italiane aggiudicataria – non certo a sorpresa – di una concessione da 50 milioni di euro l’anno, lo battezza “la più grande rivoluzione culturale mai prodotta in questo Paese” nonché “la migliore riforma italiana dal dopoguerra ad oggi” . Negli ultimi mesi, tuttavia, sta accadendo qualcosa di più. C’è un disegno nel Palazzo che ha per obiettivo quello di imbavagliare anche l’informazione libera online e consegnare la Rete nelle mani dei Signori dell’informazione di un tempo perché la utilizzino come una grande TV. Nessuna teoria complottista ma solo l’analisi dei fatti. L’ormai celebre – nel senso dello strangolatore di Boston e non certo di un premio nobel per la pace – DDL intercettazioni, tra le tante disposizioni liberticida, contiene un art. 29 che estende a tutti i gestori di siti informatici – e dunque all’intera blogosfera italiana – l’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla Stampa datata 1948 e scritta dai padri costituenti quando Internet non esisteva neppure nell’immaginario degli scrittori di fantascienza. All’indomani dell’approvazione del DDL, se un blogger ricevuta una richiesta di rettifica non provvederà entro 48 ore sarà passibile di una sanzione pecuniaria fino a 12 mila e 500 euro: una pena accettabile per un editore tradizionale ma di gran lunga superiore agli utili di un lustro di uno dei tanti blog che popolano la blogosfera italiana, garantendo quell’informazione libera che solo pochi giornali e poche TV hanno potuto e saputo sin qui assicurare. Il malcelato obiettivo perseguito dal Palazzo con questa disposizione, ancora una volta, non ha niente a che vedere con la tutela della privacy dei cittadini e risponde, piuttosto, alla finalità di disincentivare i non professionisti dell’informazione ad occuparsi di informazione in modo tale che, anche nell’era di internet, l’informazione, in Italia, possa essere controllata esercitando pressioni politiche ed economiche su un numero quanto più limitato possibile di persone. Nei giorni scorsi due emendamenti al comma 29 dell’art. 1 del DDL intercettazioni presentati, in Commissione Giustizia alla Camera, al fine di “ammorbidire” l’impatto della disposizione sull’ecosistema Internet, sono stati, addirittura, dichiarati – del tutto inspiegabilmente – inammissibili dal Presidente, Giulia Bongiorno . La Rete ha reagito con una lettera aperta indirizzata al Presidente Fini ed a tutti i deputati italiani, ma, naturalmente, le chance che il testo del comma 29 venga modificato nella discussione in aula appaiono prossime allo zero. Frattanto – ed è proprio questa coincidenza e sovrapposizione di eventi a non consentire più di giustificare quanto sta accadendo sulla base del fatto che il Palazzo sia abitato da dinosauri che non conoscono la Rete – l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha pubblicato, nell’ambito di una consultazione pubblica, gli schemi di due Regolamenti volti a disciplinare la diffusione di contenuti audiovisivi a mezzo internet in ossequio all’ormai famoso Decreto Romani. Tutte le web tv ed i video blogger italiani, in forza degli emanandi regolamenti, dovranno chiedere all’Agcom un’autorizzazione – o almeno indirizzarle una dichiarazione di inizio attività -, versare 3000 euro per il rimborso delle spese di istruttoria (quali?) e, soprattutto, finiranno assoggettati, tra gli altri al solito obbligo di rettifica, sempre entro 48 ore e sempre sotto la minaccia di una sanzione fino a 12 mila e 500 euro . L’obiettivo dell’ultimo scellerato progetto di Palazzo sembra evidente: ora che il Cavaliere si accinge a sbarcare in Rete avendone forse, almeno, subodorato le enormi potenzialità, la vuole tutta per lui, per i suoi amici e per i soli suoi nemici che ha, comunque, la garanzia di poter controllare almeno in termini economici. Guido Scorza da: www.ilfattoquotidiamo.it Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/
postato da Valerio Di Stefano (pubblicato @ 12:28:21 in Abruzzo
![]() E sulle scomode poltroncine in pura plastica dell'arena della Villa Comunale di Roseto, alla penultima proiezione dei film in concorso del Premio "Roseto Opera Prima" fa finalmente freddo.
Ma non "fresco", proprio freddo, di quelli da maglione. Tutta colpa, dicono i fedelissimi del pubblico, di una perturbazione che arriva dall'Atlantico, attraversa la Scandinavia e arriva a perpendicolo proprio sulle nostre regioni. Perché tra il pubblico si parla di questo e di altro. "Piede di Dio" è l'opera prima del giovane Luigi Sardiello, realizzato con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, protagonista Emilio Solfrizi. Il regista è stato carino a venire e a restare fino alla fine della proiezione, ottenendo un buon successo di pubblico. Ma il film non convince. Sa di pasticciato, rabberciato, una sorta di "déjà vu" trasposto nel mondo del calcio. Il protagonista, procacciatore di talenti calcistici, si imbatte in un ragazzo, Elia, famoso per non sbagliare neanche un rigore, incontrato su una spiaggia pugliese. Elia ha una madre, Benedetta, che si occupa di lui e dei suoi problemi di ritardo mentale. Il padre ha abbandonato Elia molto piccolo e Benedetta è l'unico riferimento del ragazzo, che passa ore e ore a guardare il cielo o ad osservare gli uccelli. La madre, ovviamente, è una strafiga. Vestita di nero (perché, si sa, lo stereòtipo delle donne del Sud vestite a lutto è duro a morire...) ma maledettamente strafiga. E uno si chiede com'è che c'è sempre una donna strafiga in TUTTI i film che vengono ambientati in Puglia. E va beh, torniamo al Nostro. Il protagonista riesce a farsi affidare Elia e promette che ne farà un grande campione, il viaggio di distacco dall'ambiente di Elia è una sorta di Odissea, alla fine, grazie a un rigore sbagliato dal ragazzo ("perché non volevo diventare un calciatore") il procacciatore di talenti si ritrova in braghe di tela (letteralmente!) e completamente rovinato. Da sottolineare la presenza della figura della fidanzata cretina del protagonista-Solfrizzi, in un contesto che va da Calciopoli alle rivalità di quartiere nelle realtà delle scuole calcio cittadine, che sono un modo sul quale bisognerebbe fare ben più di un film. Dunque "déja vu", dicevo, e il riferimento va indubbiamente a "Rain Man", con Tom Cruise e Dustin Hoffman. I punti di analogia sono imbarazzantemente molti: - Elia deve fare pipì subito dopo la partenza e approfitta dell'occasione per perdersi e farsi trovare a guardare il cielo (Raimond si perdeva sempre ad osservare qualsiasi cosa); - Il protagonista ha una fidanzata oca e poco presente nella sua vita affettiva (ricorderete Valeria Golino, perfetta in quella parte); - Il protagonista viene rovinato economicamente dalla presenza nella sua vita del ragazzo portatore di handicap; - Per rifarsi della perdita economica il protagonista decide di affidare Elia a un improvvisato saltimbanco (in "Rain Man", Raimond accompagna il fratello a contare le carte al casinò) - Elia vede il protagonista e la fidanzata fare l'amore e raccoglie, reduplicandolo, il linguaggio "settoriale" dell'amplesso (lo fa anche Raimond). Film piacevole, ma fiacco. Fotografie del 27/07/2010
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di Valerio Di Stefano
Libro RACCONTI 56 pagine
Copertina Morbida - Formato 12x18 - bianco e nero
AUDIO LETTURE (a cura di Valerio Di Stefano) Nunc et in hora mortis nostrae - Valerio Di Stefano Il Giornalino di Gian Burrasca - Vamba Cantico delle Creature - San Francesco d'Assisi Dubbi Amorosi - Pietro Aretino Divan del Tamarit - Federico Garcia Lorca Guido, I' vorrei che tu e Lapo ed Io - Dante Alighieri Inferno - Canto V - Dante Alighieri Vede perfettamente onne salute - Dante Alighieri Mientras por competir con tu cabello - Luis de Gongora La dulce boca que a gustar convida - Luis de Gongora Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono - Francesco Petrarca La mia anima sara' triste per sempre - Federigo Tozzi La morte di Enrico - Federigo Tozzi Uomini fragili come canne - Grazia Deledda Ultimo canto - Giovanni Pascoli La sabbia del tempo - Gabriele D'Annunzio Pianto Antico - Giosue' Carducci Oracion por Antonio Machado - Ruben Dario Recuerdo Infantil - Antonio Machado La mia sera - Giovanni Pascoli La cucina nella letteratura: Dona Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado La cucina nella letteratura: Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa Scrivere e lagrimar vedrai insieme: il libro "Cuore" di Edmondo De Amicis
10/09/2010 @ 12.34.37
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