Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 11/07/2010
Por Dios, por la Patria y el Rey
murieron nuestros padres;
por Dios, por la Patria y el Rey
moriremos nosotros tambien...[screenshot da www.abc.es]
Ma sì, chissà quante volte vi sarete fatti questa domanda epocale senza tuttavia poter trovare una risposta decente ai vostri dubbi, ma per vostra fortuna adesso la preziosa rivista "Sbagliatevi!" ha posto una risoluzione ad ogni dubbio, e finalmente i Testimoni di Coso dichiarano apertamente che al chiaro di luna, Matteo non si accontenta di fare una semplice conversazione con Francesca.
E' normale? E' una pulsione sana? E' una reazione comune quella di volersi concedere all'amplesso dopo due mesi passati a spippolare sul telefonino e a scambiarsi continuamente SMS??
E' GRAVISSIMO®!!!
Ora però, grazie alla rivista "Sbaragliatevi!" anche Matteo e Francesca postranno rinunciare a un comportamento così indecoroso per la loro vita, indossare camicie a maniche corte, cravatte sgargianti, munirsi di valigette e cartelline, e andare a suonare i campanelli per le case invece di farsi una sana trombatina che sarebbe anche l'ora...
Dèccomi ancor nell'ultime ore passare a Cracovia, poco prima che mi rovinasse un pezzo di salsiccia già cosparsa di senape e adeguatamente imburrata in una buon fetta di pane nero sui pantaloni che uno cià da riprendere l'aereo, la stanza dell'hotel l'ha lasciata libera, i tovagliuolini son di color porpora e macchiano a loro volta e l'unico felice di tutto questo era il cane accanto a me che si è mangiato il pezzo di salsiccia.
Questi son io, ritratto accanto al caro compagno Baluganti Ampelio (o Taddeschi Paride, ora sinceramente non rammento) nel mentre ricordavamo i be' tempi andati in cui Egli rincorreva i vecchietti asmatici.
Prima dell'imbarco per il viaggio a Cracovia (che non so se ve l'ho detto ma sono stato a Cracovia) ho avuto modo di acquistare un delizioso Magnum Algida al prezzo di puro strozzinaggio di 2 euro e 20 (dia pure, dia qui, vedrà che mangia bene...). Eccomi soddisfatto nell'eroica impresa.
Codesta disïata icona mi ritrae mentre, la prima sera, subito dopo l'arrivo, inevitabilmente attaccò a piovere, e mia moglie, che ha più giudizio di me, ci vuol poco, onde non farmi bagnare la crapa pelata che ho sul retro e che, da buon vigliacco che sono evito accuratamente di farmi riprendere in qualsivoglia fotografia, mi ha messo una berlusconiana bandana di cui ho fatto sfoggio davanti all'insegna del Bar "da Pilade" (forse...).
Dunque, spregevolmente cari lettori e sdraiabilmente care lettrici, torno or ora da Cracovia e mi appresto a strizzarvi le gònadi con buona parte delle fotografie ivi scattate.
Questa prezïosa imago m'è cara e ve la dono come iconographya ufficiale (anzi, or ora la uso per sostituirla nel profilo dell'obbligatorio Facebook, così ci faccio una bella figura colle PHYAE©, sissì...).
Ricevo e volentieri pubblico:
Carissimi Zopiani,
finalmente la notizia che aspettavamo: Zopa si è rimessa in corsa per tornare ad essere operativa a breve.
Come forse ricorderete, il primo passo era trovare un nuovo assetto societario: abbiamo ora un nuovo socio di riferimento che ci porta in dote il sostegno convinto al social lending e la possibilità di integrarci, sfruttando le sinergie e contenendo i costi operativi, in un gruppo finanziario indipendente e in fase di sviluppo. La società è stata anche ricapitalizzata in modo adeguato per poter affrontare il secondo passo per un ritorno alla normalità, una nuova autorizzazione ad operare da parte di Banca d’Italia.
Negli ultimi mesi ci sono state delle importanti variazioni normative, a seguito dell’entrata in vigore della direttiva 2007/64/CE del Parlamento Europeo che regola i servizi di pagamento a livello comunitario. Una ci riguarda molto direttamente ed è la creazione di una nuova tipologia di operatore finanziario a livello europeo, l’Istituto di Pagamento, diventata operativa in Italia il 15 febbraio 2010 su disposizione della Banca d’Italia.
Il funzionamento di Zopa è riconducibile a quello di un Istituto di Pagamento, ragione per cui entro luglio depositeremo la richiesta a Banca d’Italia per poter operare appunto come Istituto di Pagamento. Banca d’Italia si riserva di concedere l’autorizzazione entro 90 giorni dalla data di presentazione della domanda ed è quindi ipotizzabile un riavvio dell’attività in ottobre.
Da un punto di vista operativo sulla piattaforma verrà aperto, in modo trasparente per l’utente, un conto di pagamento per ogni Prestatore all’interno di un unico conto di deposito e altrettanto sarà fatto per ogni Richiedente. Le modifiche da fare sulla piattaforma sono limitate, in quanto è stata progettata fin dall’inizio per gestire conti virtuali con il denaro fisicamente depositato presso un unico conto di servizio.
Aderendo alla normativa prevista per gli Istituti di Pagamento Zopa diventa ancora più sicura per i partecipanti alla community. Avremo tempo in questi tre mesi che ci attendono di darvi maggiori informazioni e spiegarvi più in dettaglio le novità.
Vi ringrazio per la pazienza e fiducia con cui ci avete aspettato.
Maurizio Pietro Sella
Amministratore Delegato
Zopa Italia srl
Da: Massimo Bordin
Data: 09 luglio 2010 16:41:54 GMT+02:00
Oggetto: lettera al CdR
Devo comunicare al CdR, come sono tenuto dalle buone maniere oltre che dai contratti e dai regolamenti, le mie dimissioni da direttore di radioradicale già presentate all’amministratore del Centro di Produzione Paolo Chiarelli. Si è concordato di renderle esecutive dal giorno 1 agosto 2010.
Mi ritengo costretto a questa scelta da alcune prese di posizione dell’editore della radio, che ho sempre considerato editore di riferimento politico da prima ancora che divenisse proprietario di fatto. Da almeno due anni Marco Pannella ha più volte pubblicamente dichiarato che non si sente rappresentato dal modo in cui viene espressa la linea editoriale della radio. E’ evidente che il rapporto fra editore e direttore si fonda proprio su un accordo sulla trasposizione in chiave giornalistica di una idea editoriale che promana dall’editore. Dunque le affermazioni di Pannella non possono che essere intese come una mozione di sfiducia nei miei confronti. Posso ritenere ciò immeritato, perfino infondato, ma non posso pretendere di far cambiare idea a Pannella e francamente non so nemmeno se ne avrei comunque voglia. Il fatto che Pannella abbia sempre aggiunto che in ogni caso intende stare a vedere come evolverà la situazione senza prendere alcuna decisione (“almeno per sei mesi” ha aggiunto nella riunione plenaria della radio da lui recentemente convocata) a mio modo di vedere non migliora la mia situazione. Mi pare chiaro che un direttore sfiduciato non possa contare sulla pienezza di mandato necessaria non solo con gli interlocutori esterni ma anche e soprattutto con la redazione. Va bene che tutti dobbiamo essere pronti a metterci in discussione, va bene che gli esami non finiscono mai, ma c’è un limite a tutto e qui si sta esagerando. Dunque le mie dimissioni da direttore sono irrevocabili. All’ editore che, in prima battuta, mi ha comunicato che intendeva respingerle ho dovuto rispondere che una simile decisione non era concretamente nella sua disponibilità. All’amministratore che si informava della mia disponibilità a mantenere comunque in altra forma un rapporto di lavoro con la radio ho risposto che non avendo assunto impegni con altri avrei ben volentieri valutato qualsiasi proposta che non riguardasse la direzione. Solo che non è arrivata alcuna proposta perché l’editore ritiene preliminare per me un lavoro di prefigurazione del futuro della radio. Ho dovuto rispondere che mi dimetto da direttore proprio perché non voglio avere ruoli di questo tipo, che evidentemente non so svolgere visto che da anni ho cercato senza successo di coinvolgere l’editore proprio sul tema del futuro della radio. Ho ottenuto solo rinvii ed è stato un palese insuccesso della mia direzione, uno dei pochi per la verità. Ricominciare un lavoro del genere è senza dubbio superiore alle mie forze, almeno attuali. Men che meno ho titolo e interesse a occuparmi dell’organigramma futuro e non ho nessuna voglia di trattare la mia posizione agitando lettere di dimissioni . Se la proprietà ha , come ha detto l’amministratore, interesse ad avanzare una proposta, la avanzi. Io a questo punto ho una sola richiesta da fare: la liquidazione delle mie spettanze. E credo che sarà semplice mettersi d’accordo, anche se purtroppo l’entità sarà incommensurabilmente inferiore a quella che qualche imbecille ha già messo in circolazione su facebook.
Con i migliori auguri di buon lavoro e i dovuti ringraziamenti,
massimo bordin
Fotografie del 11/07/2010
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