Condannata a due anni la professoressa che si faceva palpeggiare su YouTube

Alla fine le hanno dato due anni con la condizionale con il rito del patteggiamento, per essersi fatta palpare il culo dagli alunni.

Il filmato relativo andò a finire su DioTubo e ne venne fuori una causa penale per atti sessuali con minori e corruzione di minore. La secondo accusa è caduta, la prima no, e dopo una difesa un po’ incerta ("era una simulazione", ma simulazione de che???), ecco la condanna a due anni con la concessione della sospensione condizionale della pena.

Praticamente le hanno dato il massimo (oltre i due anni, la sospensione condizionale della pena non è più possibile), già scontati i benefici derivanti dal patteggiamento. E’ tanta roba, ma tanta davvero.

Cercando di capirci qualcosa, ho scoperto che l’insegnante, ora 41enne, lavorava in un Istituto Privato.

Si sa come vanno le scuole private: "le famiglie dei ragazzi pagano, quindi devono essere promossi per forza e se succede qualcosa chiudiamo un occhio". Almeno fino a qualhe tempo fa funzionava così. Oggi si è aggiunto anche un messaggio del tipo: "I Docenti manco li paghiamo, tanto quello che vogliono è il punteggio".

Questa avrà probabilmente sentito qualche mano palpante ravanarle giù per il lato B, ma magari, per mantenersi il posto, e pensando che quell’episodio fosse solo uno dei tanti messi in atto dai ragazzi per far vedere che loro pagano e quindi la prof deve starsene zitta e subire. Probabilmente se fosse andata dal Preside (che, nelle scuole private, è una figura-fantoccio, chi comanda è il gestore) le avrebbe riso in faccia o avrebbe minimizzato dicendo: "Su, su, professoressa, lei è giovane e bella, cosa vuole che sia una tastatina al culo… sono ragazzi…"

Sì, sono ragazzi, ma anche le stronzate sono stronzate.

Ha patteggiato, alla fine. E quando si patteggia lo si fa per due motivi:

a) non c’è nessuna possibilità di farla franca, c’è una responsabilità penale evidente, si cerca di avere il minimo della pena con svariati benefici (tra l’altro, non c’è segnalazione del reato sulla "fedina"), prima fra tutte la condizionale (leggi: non si sconta la pena in carcere, e se non si hanno altre condanne per cinque anni, la giustizia si dimentica di te e tu torni ad essere la prsona pulita che eri;

b) non se ne può più dell’attesa, spesso esasperante (per arrivare a sentenza in un caso del genere ci sono voluti 5 anni!) della giustizia italiana. Generalmente i poveri cristi che non hanno fatto nulla, o hanno commesso reatuncoli di poco conto, si sentono talmente prostrati all’idea di dover affrontare una causa penale, che preferiscono farsi condannare a pene lievi che non sconteranno mai, piuttosto che rischiare un procedimento pubblico.

Tra l’altro, chi patteggia viene condannato ma non riconosciuto colpevole. E’ solo un’apparente contraddizione del sistema.

Non importa, si è fatta tastare il culo. Continuerà ad insegnare (nel 2004 non esistevano i provvedimenti di sospensiva dal servizio) oppure potrà continuare a lavorare nella Pubblica Amministrazione.
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  • CinghialeMannaro  On 15 maggio 2009 at 17:22

    Ne avrei voluto parlare anche io, ma ti aspettavo al varco perchè sapevo che la vicenda ti avrebbe interessato.
    Io non capisco: questa povera crista si è fatta palpare le chiappe (perchè non poteva ribellarsi? perchè è tegame nell’intimo? perchè altrimenti l’avrebbero mandata a casa?) per giunta ribellandosi, e le danno due anni con condizionale e tutto?

    Valerio, se mi tocchi il culo poi non mi denunci per stupro, vero?

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