Carlos Gardel – “Volver” – Le piu’ belle canzoni della nostra vita



"Voler" non è solo un tango, è il tango per eccellenza.

E’ Carlos Gardel in tutto il suo splendore, è il tango quello vero, suonato coi violini dalle orchestre argentine, quello che, come diceva la buonanima di Astor Piazzolla (che, successivamente, avrebbe innovato il tango, rivoluzionandolo talmente che spesso non ci capisco una sega) "no se baila, se escucha" (non si balla, si ascolta).

"Volver" è canzone davvero splendida, nel testo e nelle nusiche, tanto che la trovo inimitabile. Ne esistono centinaia di versioni, compresa quella piuttosto orripilante che ne diede Penélope Cruz nell’omonimo film di Pedro Almodóvar. Per carità, bellissima donna, muy negra, pechos que ¡viva tu madre!, ma accidenti che voce gracchiante, pare si sia sciacquata la bocca con la carta vetrata anziché col coluttorio.

"Volver", dunque, perché, come dice il testo, l’oblio distrugge tutto (è per questo che facciamo incetta di memoria), perché vent’anni non sono nulla e la vita è un soffio, con un’umile speranza da conservare, che è tutta la fortuna del nostro cuore.

Cosa si può desiderare di più da un tango?
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