Canto dell’odio verso il bricolage

Dichiaro solennemente e davanti a testimoni di ineccepibile rettitudine morale quali i lettori del mio blog che odio il bricolage con tutto me stesso.
Odio le chiavi a brugola, le fresatrici, i trapani, le viti a rientro, quelle con la testa quadrata e quelle a taglio. Conseguentemente dichiaro apertamente tutto il mio disprezzo nei confronti di cacciaviti a stella, che siano con il manico di plastica gialla e trasparente o che abbiano un’odiosa accozzaglia di arancio e nero, i mobili dell’Ikea e le loro istruzioni figurate stampate su carta riciclata (l’unica che si veda in giro), mi fa schifo la sicumera e la calma vèdica dei bricoleurs, che ti guardano dall’alto in basso per farti capire che loro ci sono riusciti a fare un mobiletto in legno con tutti i crismi e tu non sai montare nemmeno due pezzi di truciolato, cazzo è il truciolato, un legno pressato e compresso per far felici quelli che poi lo monteranno, ecco cos’è, odio i taglierini di qualunque foggia o fattura, le livelle, gli stucchi, le vernici, le coppali, le scatole per i cambi di stagione da montare, quelle già montate nei negozi che te le fanno vedere che sono perfette, poi tu ne compri un paio, ti metti lì a ravanare e ti senti un pirla, odio le listarelle di legno, i battiscopa, i collanti, le prese elettriche, odio perfino i mattoncini Lego, ripudio con tutto me stesso il meccano e le costruzioni di qualsiasi fattura.
Sottoscritto e suggellato.
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