Antonio Machado – “Retrato” – da “Campos de Castilla”, 1912

Antonio Machado non è un poeta spagnolo. Antonio Machado è la poesia spagnola in tutte le sue molteplici espressioni, sfumature e metri, e, forse, molto altro, oltre a questo.

Ho fatto di una delle sue poesie (senz’altro tra le più belle e riuscite) un tormentone che, probabilmente, molti ricorderanno.

Il poema si chiama "Retrato" e apre "Campos de Castilla", l’opera in versi del 1912 che ha scolpito nel granito la sua grandezza.

Il primo verso è l’immarcescibile "Mi infancia son recuerdos de un patio de Sevilla", si tratta di un verso alessandrino, quattordici sillabe con un emistichio perfetto, un verso unico eppure spaccato in due.

"Retrato" non è solo una poesia autoreferenziale, è l’immagine di un uono estremamente semplice, buono e orgoglioso di ciò che scrive.

Antonio Machado morì appena raggiunto l’esilio francese, nel 1939, e per fortuna non fece in tempo a vedere la dittatura di Franco. Fu un gran sollievo, per lui.

Adesso ve la leggo.

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